Di sicuro sarebbero parecchi i favorevoli all’introduzione della carne sintetica anche nel mercato italiano, come vegetariani, vegani o chiunque contro gli allevamenti intensivi e le condizioni in cui sono tenuti gli animali, ma dall’altro lato sono anche molti i contrari che si chiedono quale sia la necessità di questo nuovo esperimento. 

Se si parla di carne sintetica ci viene subito in mente un prodotto completamente artificiale e ci sembra possa di conseguenza essere nocivo alla nostra salute, ma in realtà la carne sintetica viene creata in laboratorio, ed è per questo che è più corretto chiamarla carne coltivata, a partire da cellule staminali capaci di riprodursi e moltiplicarsi da sole, contenute per esempio nel siero fetale bovino, ricavato dal sangue raccolto dal feto di bovine gravide durante il processo di macellazione, elemento che però potrebbe portare critiche da parte di vegani e vegetariani. Poiché viene prodotta in laboratorio questa carne può anche essere più salutare per il consumatore, in quanto si ha la possibilità di modificarla e rimuovere la quantità di grasso contenuta in essa. 

Dal punto di vista etico questo nuovo mercato potrebbe risolvere tutti i problemi degli allevamenti intensivi e avere quindi un impatto positivo. Infatti sarebbe vantaggioso a livello ambientale, riducendo gli allevamenti intensivi che sono la maggiore causa del riscaldamento globale, e l’utilizzo e lo spreco d’acqua ed energia nella sua produzione, rispetto alla dispersione nella produzione di carne normale. Inoltre sarebbe completamente “cruelty free”, in quanto evita la macellazione degli animali. 

Nonostante i diversi aspetti positivi credo che per molti anni non sarà ancora possibile la produzione di carne coltivata in Europa, in particolare dopo l’ultima legge che l’ha vietata in Italia, anche perché comporterebbe una perdita economica enorme per numerosi settori. Per di più è ancora troppo costosa da produrre, in quanto prodotto molto recente, sviluppato per la prima volta solamente nel 2013. Anche a causa della disinformazione e pregiudizi su questo argomento credo sarà un processo più lungo e complesso di come sembra.

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