Sono d’accordo con ciò che afferma Luca Tremola, perché è proprio vero che viviamo in una società dove si tende a dare rilievo e importanza a tutto ciò che succede giornalmente, a ciò che i media, i giornali ci raccontano. È vero che in rete siamo assuefatti alle guerre, siamo abituati a sentire notizie riguardo questo argomento mediante testimonianze, immagini, report, aggiornamenti.

Le emozioni che noi percepiamo mediante i social sono diverse da quelle che si provano vivendo gli effetti diretti della guerra.

Sui social, ma anche in rete si tende ad archiviare gli eventi avvenuti in precedenza per dare importanza e rilievo a quelli recenti, quotidiani. Ricordo quando nel febbraio del 2022 scoppiò il conflitto tra Russia e Ucraina, eravamo sommersi di informazioni, notizie, fino a far diventare la guerra un pensiero costante, un “tormento”, facendoci percepire la guerra vicina a noi; cosa che non è successa con la guerra in Istraele-Hamas, appena saputo dello scoppio della guerra, non abbiamo cominciato a vivere con l’ansia, la paura, il terrore che la guerra potesse giungere fino a noi, con la voglia di avere notizie e aggiornamenti. Perché?

 Forse perché ci stiamo abituando o meglio ci siamo abituati alle guerre, non solo nel significato stesso della parola, quindi affrontiamo l’argomento in maniera diversa e con una certa consapevolezza.

Oggi stesso, ad esempio il conflitto tra Israele e Palestina è stato messo in secondo piano, dando rilievo alla violenza contro le donne, parlando del tragico evento di Giulia Cecchetin. Come sono sicura che tra pochi giorni ciò verrà sostituito da qualcos’altro.

La cosa che mi fa arrabbiare e che mi fa riflettere è che questi eventi verranno dimenticati, così com’è successo con il Covid, la guerra in Ucraina, l’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna o più recentemente quella che ha colpito la Toscana.

Tanti sono gli eventi accaduti recentemente e non, che sono stati dimenticati, eventi dai quali si potrebbe prendere spunto per sensibilizzare, formare, istruire la società di oggi.

 

 

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