Social network e internet addiction i costrutti legati a questo fenomeno

In questa era digitale, l’accesso illimitato di informazioni, video e immagini hanno fortemente influenzato il nostro modo di ragionare e di percepire il mondo reale. Infatti una continua esposizione online può rivelarsi sia positivo sia negativo.

La prima conseguenza da considerare è la desensibilizzazione delle informazioni che ci giungono attraverso i media. Infatti tutti noi, alle prime notizie della guerra tra Russia e Ucraina, abbiamo provato delle sensazioni di panico e di terrore verso un argomento di cui ci è del tutto sconosciuto. Tutti noi eravamo stupiti non della guerra in sé, ma del fatto che sia avvenuta proprio alle porte dell’Europa. Pensavamo che le guerre fossero lontane da noi e che accadessero soltanto nei Paesi con più difficoltà economiche e soprattutto politiche, come ad esempio in Africa o in Medio Oriente. Piano piano si tende sempre di più a normalizzare questi eventi, riducendo la percezione dell’orrore e della gravità dei conflitti.

Non bisogna però dimenticare che internet è allo stesso tempo un ottimo strumento di propaganda e di manipolazione delle informazioni che spingono alla polarizzazione delle opinioni riguardo i conflitti. Il bombardamento di una quantità immensa di notizie poco affidabili, molte delle volte disorientano le persone e rendono difficile il dialogo e la comprensione reciproca tra diverse prospettive. Infatti sui social media tutti noi abbiamo la possibilità di esprimere le nostre opinioni, cercando di persuadere più persone alla condivisione del proprio punto di vista. Ma vi è anche il rischio di perdersi nel proprio ragionamento e di conseguenza negare ciò che è la realtà. 

Tuttavia i social media sono anche degli ottimi mezzi per promuovere azioni di pace e sensibilizzare le persone riguardo a temi molto delicati. Sta nella persona stessa la decisione su come comprendere, interpretare e filtrare informazioni utili e reali. Cercando di non lasciarsi influenzare dall’opinione pubblica, ma di responsabilizzare l’uso di queste informazioni per rendere la società un mondo più consapevole e pacifico.

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