Chiunque vada a scuola sa benissimo cosa rappresenti la chat di classe: è il nostro quartier generale digitale. È il posto dove ci passiamo i compiti all’ultimo minuto, ci lamentiamo della prof di matematica, organizziamo le uscite di gruppo e ci scambiamo meme e stickers fino a tarda notte. Al suo interno ci sono quasi tutti i nostri drammi, le nostre risate e le nostre litigate. Ma avete mai pensato a cosa succederebbe se questi messaggi venissero messi all’asta? E soprattutto: quanto valgano?
A porsi questa domanda è stato il giornalista del Sole 24 Ore Luca Tremolada durante un suo intervento per il progetto “Il quotidiano in classe”. Tremolada ha parlato di uno scenario che, se non fosse per il fatto che si tratta di una realtà, potrebbe sembrare uscito da una serie tv distopica: quando un’azienda fallisce o si liquida non si vendono solo i computer, i server o le sedie degli uffici. Oggi ci sono nuovi, potentissimi acquirenti che vogliono comprare le email, i calendari e soprattutto le chat dei dipendenti: le società di intelligenza artificiale.
Un esempio che è stato citato da Tremolada è quello della compagnia aerea americana, Spirit Airlines. Quando l’azienda è andata in fallimento, Google ha speso oltre 10 milioni di dollari per vincere all’asta il suo archivio di oltre 600 milioni di messaggi. Ma come mai un gigante della tecnologia come Google dovrebbe spendere una somma di questo tipo per leggere cosa stavano dicendo gli impiegati di una compagnia aerea? La risposta è ovvia: l’intelligenza artificiale “ha fame” di noi. Per addestrare i modelli di IA e renderli sempre più efficienti nel comprendere il linguaggio umano, le aziende necessitano di dati reali per comprendere come le persone si parlano, negoziano, scherzano, o risolvono i problemi.
Ed è qui che si arriva al punto: se il mercato delle chat aziendali è già in movimento, chi pensa che le nostre conversazioni personali non debbano fare lo stesso? Riflettiamo sulla nostra chat di classe: anni di conversazioni, messaggi vocali da svariati minuti, segreti e dinamiche di gruppo. Per un’intelligenza artificiale, sarebbe un materiale proprio del quale non può fare a meno per comprendere il linguaggio e i pensieri degli adolescenti di oggi.
Tutto ciò di cui facciamo uso online, ha un valore economico pazzesco. Noi pensiamo che le piattaforme siano “gratis”, ma in realtà le stiamo pagando con la nostra risorsa più grande: le nostre relazioni, le nostre idee e le nostre parole. Ogni volta che scriviamo un messaggio, stiamo producendo il carburante che fa girare il motore dell’IA.
E forse la prossima volta che inviamo un vocale o una battuta al gruppo della scuola, dovremmo ricordarci che le nostre parole non sono solo più lettere su uno schermo, ma hanno assunto un valore reale, economico e umano.












