immagine quotidiano in classe inteligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sa scrivere. E anche piuttosto bene. Trova titoli, sistema frasi, riassume,

cambia tono, suggerisce idee… A questo punto la domanda interessante non è più soltanto se

permettere o vietare l’intelligenza artificiale a scuola. La domanda è un’altra: chi scrive al posto

tuo?”. La citazione tratta dalla presentazione di “Scrittura e intelligenza artificiale. Chi scrive al posto tuo?” Della Mirabilia Editrice, a mio avviso rappresenta al meglio il rapporto tra gli studenti e l’intelligenza artificiale, poiché molti studenti italiani utilizzano le applicazioni AI per svolgere interi compiti.

Molte aziende (tra cui Google) stanno, però, sviluppando AI detector, che sono tuttavia aggirabili, anche solo utilizzando dei sinonimi e cambiando la composizione di alcune frasi.

Io personalmente penso che l’AI sia uno strumento innovativo e rivoluzionario (non solo dal punto di vista tecnologico), ma che abbia i suoi aspetti negativi, come per esempio il fatto che spesso sbagli cose banali che, ad una persona attenta ed esperta nell’ambito trattato saltano all’occhio. Ma ciò non è immediato e non è per tutti: spesso le persone, per lo più studenti, che la utilizzano per finire un compito velocemente senza volersi impegnare, non si curano del fatto che, nella risposta data, possano esserci degli errori.

Ora si aggiunge un ulteriore elemento: i giovani non conoscono “le tracce”. Queste cosiddette (chiamate “watermarks”) caratterizzano il testo scritto dall’intelligenza artificiale.

Sono basate su principi statistici, ed è grazie a questo che i più recenti modelli di detector riescono a riconoscere la presenza di intelligenza artificiale. Questa è una cosa che va a discapito delle persone

che la utilizzano al solo scopo di fare un lavoro senza impegnarsi e in modo rapido, poiché, per esempio nell’ambito scolastico, basta, per i professori, fare una foto e inviarla a questi detector per capire se lo studente abbia lavorato in modo autonomo o con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Mi trovo in disaccordo con coloro che la usano con questo scopo, perché penso che uno strumento così potente e utile usato in questa maniera diventi solo un ulteriore modo per far crescere una società sempre più ignorante. Certo è che saper usare questo strumento si un requisito ormai indispensabile ma è proprio l’utilizzo consapevole che permette di sfruttarla al meglio. Non serve solo a tradurre una versione di latino, a fare un testo di italiano o a risolvere esercizi di matematica, ma serve come strumento di consultazione in caso di dubbi su un argomento o per ricevere una spiegazione ulteriore.

Per concludere, ritengo utile l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in caso di domande e di chiarimenti rapidi, ma sono contrario all’abuso di questo strumento per svolgere il lavoro personale soprattutto in ambito scolastico.

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