La differenza principale tra la nuova generazione e gli studenti di qualche anno fa è sicuramente l’intelligenza artificiale.
Spesso gli studenti tendono a utilizzare l’intelligenza artificiale per i compiti a casa o addirittura durante le verifiche in classe.
Secondo l’indagine nazionale di INDIRE, circa il 94% degli studenti utilizza l’IA e l’82% lo usa per lo studio; di questi circa il 40% si fa aiutare a scrivere riassunti, il 34% lo sfrutta come traduttore e il 32% per le materie scientifiche.
Capiamo quindi che questi nuovi strumenti hanno preso sempre più spazio nella vita scolastica e purtroppo possono essere dannosi.
Per questo stanno progettando dei siti per aiutare gli insegnanti a capire se i compiti degli alunni siano frutto del lavoro dell’intelligenza artificiale o meno.
Prende il nome di “watermarking” una tecnologia invisibile che è diventata una priorità assoluta a seguito dell’entrata in vigore delle regole di trasparenza dell’AI Act dell’Unione Europea e che impone ai produttori di modelli generativi di marchiare i propri contenuti per evitare la disinformazione.
Non vengono aggiunti simboli o caratteri strani: l’IA, quando genera una frase, sceglie le parole modificando la frequenza e la probabilità matematica dei termini in base a una chiave segreta. Chi legge non nota nulla, ma un software di rilevamento può riconoscere questo schema.
Credo che questo nuovo strumento possa essere molto utile poiché disincentiverebbe l’uso dell’IA e aiuterebbe i ragazzi a diventare più autonomi nella gestione delle attività scolastiche. D’altra parte io stessa mi rendo conto che quando mi capita di usare l’intelligenza artificiale per fare dei compiti poi mi trovo in seria difficoltà quando sono costretta a farli da sola.
Il problema è quindi reale e se ci fosse un sito che riesce ad individuare ogni testo generato con l’IA forse avremmo tutti più paura di usare questa scorciatoia.
Penso comunque che l’intelligenza artificiale sia molto utile come aiuto nello studio, perché alcune riescono a spiegarti bene gli argomenti che non hai compreso fornendoti esempi e esercitazioni.
In conclusione, ciò che bisogna fare è permettere agli studenti di utilizzare questi strumenti mettendo però dei limiti per evitare l’abuso di tecnologie così potenti.












