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I social, coinvolgono e attirano persone di tutte le età: il loro utilizzo però può avere delle conseguenze a volte molto spiacevoli soprattutto sui più giovani.

La generazione di oggi non vive in maniera spensierata la propria adolescenza ma ha numerose preoccupazioni che riguardano pressoché ogni ambito della sua vita: infatti, secondo alcune indagini statistiche, ben il 78% delle ragazze di quindici anni ha un elevato livello di stress e dal 2010 il benessere psicologico degli adolescenti è peggiorato.

La generazione Z, nata e cresciuta con la tecnologia, considera ormai i social parte integrante della propria vita e si preoccupa molto di cosa accade all’interno di essi: avere pochi like o pochi commenti è percepito come un segno di insufficiente apprezzamento che può quindi portare l’adolescente ad avere pensieri negativi su di sé; si distorce la realtà con l’utilizzo continuo dei filtri per le foto per ottenere gratificazione e per aderire a determinati canoni estetici e questo può essere fonte di disturbi alimentari o depressione.

Un altro aspetto importante da tenere presente è quello della cattiveria presente nei commenti di alcune persone che scrivono sul web, i cosiddetti ‘leoni da tastiera’, ossia persone che su Internet si esprimono in modo aggressivo e violento, ricorrendo a offese, insulti e minacce, senza utilizzare il loro vero nome e cognome, facendosi scudo dell’anonimato.

Questa cattiveria, che non ha un motivo fondato, può ferire molto profondamente e portare le persone più fragili e più insicure alla depressione, arrivando in casi estremi addirittura al suicidio.

Non possiamo inoltre dimenticare il problema della dipendenza che affligge le persone che usano i social media. Tutte le grandi piattaforme come Instagram o TikTok sono accusate di usare un algoritmo per capire i contenuti che piacciono all’utente, li ripropongono di continuo così da bloccarli in uno ‘scroll infinito’.

In definitiva ai social è stato spesso imputato di esporre gli adolescenti a materiale dannoso e tossico, esponendoli a dei contenuti che possono incidere sul loro benessere psicologico.

Ma l’ultima grave accusa mossa è stata quella di utilizzare addirittura tecniche comportamentali e neurobiologiche proprie del gioco d’azzardo per rendere i ragazzi dipendenti dai loro prodotti.

Le diverse ricerche scientifiche in merito hanno evidenziato in generale un impatto negativo dei social, ma anche di internet e degli smartphone in generale sulla salute mentale dei giovani e sul loro benessere psicologico.

Ma i social e il loro utilizzo sono veramente l’unica causa del malessere giovanile?

Sicuramente ad oggi vi sono più strumenti per controllare (o far controllare dai genitori) e monitorare il benessere digitale degli adolescenti, ma forse non è sufficiente. Molti social hanno hanno intrapreso diverse iniziative (ad esempio, disattivando le notifiche per i minori, oppure rimuovendo le pubblicità mirate per i minori, ecc.) per cercare di ridurre queste criticità.

I social media e gli strumenti ad essi collegati non dovrebbero essere considerati a priori un bene o un male: la loro funzione è neutra; non bisogna dimenticare i loro effetti positivi, come le varie opportunità di condivisione e di informazione che offrono, o la rete di relazioni personali che permettono di instaurare.

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