Si sente sempre più parlare di nuovi ruoli lavorativi, a supporto delle famiglie dove sono appena nati dei figli, come le “tate di notte”, babysitter che vegliano sul neonato durante la notte permettendo alla famiglia di riposarsi.
In passato la madre, dal momento della nascita, era assistita molto spesso dalle figure femminili della famiglia che abitavano nello stesso paese, a volte anche nella stessa casa. Perciò la donna non era costretta ad affrontare da sola un cambiamento delicato sia dal punto di vista fisico che psicologico.
L’accudimento del neonato veniva condiviso all’interno della famiglia per concedere riposo alla madre tanto che, come già succedeva nelle civiltà antiche, i figli erano considerati parte della comunità. Ovviamente questo non escludeva la responsabilità dei genitori, ma permetteva loro di avere un supporto che attualmente nella cultura moderna non è più disponibile per tutti.
Il problema di fondo si trova nella normalizzazione della vita “isolata” degli ultimi anni.
Vivere in grandi città spesso non ci permette di entrare in contatto neanche con i vicini di casa e la carenza di luoghi di incontro impedisce la condivisione di un momento di profondo cambiamento.
Un figlio è una risorsa e un valore importante tanto per il genitore quanto per la società che, quindi, dovrebbe fornire in modo democratico degli strumenti adeguati per seguirlo nella crescita.
La democrazia dovrebbe eliminare i privilegi di pochi e lo Stato dovrebbe assicurare le stesse possibilità per tutti.
Ci sono diverse soluzioni, ad esempio, rivedere l’attuale congedo del padre oppure mantenere lo stipendio della madre almeno fino al compimento dell’anno, riconoscendo il lavoro genitoriale come un impegno a tempo pieno.
Inoltre, l’attività lavorativa dovrebbe essere rimodulata sulla base della qualità dei rapporti umani con orari più concilianti tra lavoro e famiglia.
Sulla base di quanto finora affermato, mi sembra chiaro che dal mio punto di vista sia necessario dare priorità al valore della persona e dei rapporti umani, ma comprendo che nella nostra società possano essere davvero necessarie queste tate notturne.
In riferimento a loro ritengo però che il costo eccessivo sia una reale limitazione.
Le tate di notte sono un servizio sicuramente indispensabile per alcune famiglie, ma sono un privilegio che pochi si possono permettere. Il prezzo attuale delle puericultrici è spropositato per le famiglie medie come è prevedibile in considerazione del fatto che si tratta di un lavoro notturno molto ricercato poiché sono poche le figure professionali disponibili a svolgerlo.
Credo che sia necessario riorganizzare tutto il sistema, per garantire uguaglianza, pari opportunità e supporto, anche per contrastare la riduzione delle nascite.
Proprio per questo lo Stato deve accompagnare la crescita delle nuove generazioni, prendendo provvedimenti coraggiosi su più fronti.










