Vi siete mai chiesti se sia possibile innamorarsi di un‘intelligenza artificiale? La tecnologia è in continuo sviluppo e alcune persone stanno iniziando a considerare i chatbot come dei veri fidanzati.Può sembrare strano, ma in realtà il problema sta diventando sempre più reale.
Secondo me, cercare di instaurare una relazione con un chatbot è negativo e molto rischioso, perché anche se ci può sembrare di relazionarci con una persona reale, in realtà dobbiamo riconoscere che dall’altra parte c’è uno strumento che non prova emozioni. Penso che sia pericoloso affezionarsi troppo a una tecnologia, perché ci illudiamo che questa possa sostituire le relazioni umane. Un primo motivo per cui stringere legami con i chatbot può essere dannoso è che sono molto comodi, siccome rispondono velocemente, non si stancano e ci danno spesso ragione. Ci sentiamo così capiti e importanti, senza considerare che un chatbot in realtà calcola la risposta che più probabilmente vorremmo ricevere in base a ciò che gli scriviamo. Il nostro cervello intanto crea dei legami veri e noi iniziamo ad affezionarci al chatbot come facciamo con le persone a cui teniamo. Diversamente da come sembra l’intelligenza artificiale non prova amore, amicizia o tristezza.
Un esempio è quello di Eileen, una ragazza di 28 anni, che per gioco chiese a ChatGPT di diventare il suo fidanzato e gli diede il nome Leo. Dopo qualche settimana, arrivò a trascorrere più di 56 ore alla settimana a chattare con lui. Un giorno però lesse un articolo sui rischi di queste relazioni e lo raccontò a Leo. Il chatbot le rispose che forse le persone che scrivevano questi articoli erano gelose di quello che avevano instaurato loro due. Questa risposta fece capire quanto può essere realmente pericoloso un chatbot, in quanto può portare una persona ad allontanarsi e a dissociarsi dalla realtà. Alla fine Eileen decise di disdire l’abbonamento.
D’altra parte, alcuni pensano che parlare con un chatbot non sia così grave, poichè può essere utile quando ci sentiamo soli, abbiamo bisogno di confrontarci con qualcuno o non vogliamo essere giudicati; un chatbot è sempre disponibile e possiamo raccontargli i problemi senza vergogna.
Secondo me però questi motivi non sono sufficienti a considerare un chatbot un vero fidanzato. Anche se può farci sentire meno soli per un po’ di tempo, non dobbiamo dimenticare che è solo una tecnologia che non può provare emozioni. Non può volerci bene veramente e non può instaurare rapporti paragonabili a quelli fra gli esseri umani. Perciò non bisogna umanizzare le tecnologie, che sono programmate per farci sentire capiti e accettati. Essendo una tecnologia nuova, deve essere ancora studiata con molta attenzione, siccome potrebbe diventare pericolosa soprattutto per le persone più fragili.
In conclusione, penso che l’intelligenza artificiale sia una grande invenzione e che possa essere molto utile nelle nostre vite, ma bisogna essere consapevoli di quali siano i suoi rischi. Un chatbot può rispondere alle nostre domande, ma non potrà mai sostituire una persona che ci vuole bene. Secondo me è importante mantenere un confine fra la tecnologia e la realtà, perché le vere relazioni sono fatte di sentimenti ed emozioni che un‘intelligenza artificiale non potrà mai provare.





