Immagine per articolo sulla tate notturne

Un adulto sano ha bisogno in media dalle 7 alle 9 ore di sonno a notte, un neonato ha bisogno di essere accudito anche nelle ore notturne in base alle sue esigenze. La maggior parte dei genitori racconta l’infanzia dei propri figli partendo dalla tipica frase: “Quante notti mi hai tenuto sveglio”, ma la situazione da adesso potrebbe cambiare. Le figure professionali delle tate notturne stanno infatti diventando sempre più ricercate, nonostante i costi elevatissimi che davvero pochi possono permettersi.

Grazie agli stimoli sensoriali i neonati riconosco i genitori e le figure di riferimento già dai primi giorni di vita: associano i suoni delle voci, gli odori (come quello del latte materno) e la vista alle figure genitoriali, creando i primi legami con genitori e famiglia e aiutando uno sviluppo sano. Se un bambino nei primi mesi di vita (magari successivi al periodo passato costantemente con la madre in maternità) viene affidato di notte a una sconosciuta, potrebbe avere delle conseguenze? Non ricevere i soliti stimoli, non ricevere il latte dalla madre o dal padre potrebbe interferire nel rapporto che si sviluppa con le figure di riferimento, in quanto a quell’età il bambino crea un ambiente in cui fare prime esperienze di relazione con il mondo esterno (basti pensare ai sorrisi o ai pianti).

“Basta chiamare i nonni!” Penseranno alcuni. “Basta chiamare gli zii!” Penseranno altri. Alcune persone però possono solo pensare che non hanno nessuno in famiglia a cui chiedere una mano. La mancanza di riposo può causare l’impossibilità di vivere appieno la giornata con i propri figli, ma anche distrazioni sul lavoro che in alcuni casi potrebbero addirittura portare a incidenti. Se la notte dormiamo, il giorno successivo siamo più produttivi e presenti, ma non tutti abbiamo la possibilità di riposare: qualcuno come opzione ha davvero solo quella di pagare fino a 260 euro a notte per affidare il proprio figlio a una persona a lui non nota. La soluzione che i genitori possono trovare se non hanno l’appoggio di un altro membro della famiglia è quella di alternarsi tra di loro, in modo da non essere costretti a lasciare il loro stipendio a una tata notturna e far sentire al proprio figlio l’affetto familiare anche di notte. Lo scopo di avere una famiglia unita è proprio questo: quando non ci si può permettere un servizio (o quando lo si ritiene troppo caro rispetto al vantaggio che ne deriva) bisogna sempre poter contare sull’aiuto reciproco, la collaborazione e l’unione delle forze.

In fin dei conti i miei genitori, così come i genitori di ogni adolescente, ricordano spesso al figlio quanto a loro manchi tenerlo sempre in braccio, prendersi cura di lui e averlo costantemente vicino a loro. Per evitare quindi di pagare una cifra eccessivamente alta si può provare ad aiutarsi tra familiari e genitori, in una collaborazione che faccia sentire anche il bambino in un ambito noto e familiare.

 

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