intelligenza artificiale futuro

Perché dobbiamo porci interrogativi ansiosi e impegnarci a ricercare dei rischi anche ove non presenti solo perché assaliti dalla paura che si nasconde dietro tutto ciò che non conosciamo realmente e su cui, conseguentemente, crediamo di non poter avere il controllo?

Entrare in una nuova era che vede come sua protagonista l’intelligenza artificiale non è un rischio ma, al contrario, un’opportunità per cambiare solo in meglio la società in cui viviamo e noi stessi.

“Dall’internet LIBERA dei siti a quella dei chatbot”. É così che si intitola la proposta del giornalista Luca Tremolada. Leggendo queste parole mi sono subito posta delle domande: “Che cos’è l’internet dei siti? É esistita davvero una libertà maggiore di quella offerta da un Chatbot che oggi ti permette di spaziare da un ambito all’altro e di ricevere nel minor tempo possibile una risposta alle domande che ci rivolgiamo quotidianamente?”

Facciamo un passo indietro per renderci conto noi stessi della rapidissima ed enorme crescita con la quale l’interfaccia tecnologica hardware e software di Internet si è evoluta nel corso degli ultimi 30anni. Siamo passati in un attimo dagli anni Novanta, “l’epoca dei modem a 56k, dell’attesa infinita per il caricamento delle pagine web e del completamento dei download” alla nascita dei grandi motori di ricerca come Google, all’ascesa di siti interattivi, blog e piattaforme social basati su contenuti generati dagli utenti come YouTube (2005) fino ad arrivare oggi all’applicazione dell’AI e del machine learning in più settori insieme all’utilizzo, sempre più frequente, della realtà virtuale aumentata.

Questa crescita esponenziale ha portato ad un aggiornamento anche delle tecniche di ricerca on line attraverso il web portando ad un radicale cambiamento rispetto alla facilità con la quale i nuovi sistemi interagiscono per rispondere agli interrogativi degli utenti.

Negli anni ‘90 i motori di ricerca erano molto basilari ed erano focalizzati su “directory di file” piuttosto che su pagine web. Con l’avvento di Google invece è stata introdotta l’indicizzazione su larga scala e un algoritmo di “ranking” basato sui collegamenti tra pagine web. Poi con il boom dei social media e delle piattaforme di condivisione di contenuti il modo in cui le persone cercano le informazioni si è diversificato ancor di più.

Oggi con l’evoluzione della tecnologia e l’avvento dell’AI sono emersi nuovi metodi e strumenti che semplificano il processo di ricerca e lo rendono più interattivo. Possediamo infatti motori di ricerca avanzati che utilizzano algoritmi complessi per fornire risultati sempre più precisi ed immediati; abbiamo la possibilità di fare una ricerca vocale utilizzando assistenti virtuali o, ancora app specializzate per settori particolari. Ma lo strumento più potente che oggi abbiamo a nostra disposizione è il “Chatbot”.

Un esempio di Chatbot è ChatGPT di OpenAI che è in grado di dare delle risposte in modo conversazionale. Sicuramente uno strumento di ricerca non ancora completo e per questo in continua evoluzione e miglioramento, ma chissà se esso potrà un giorno evolversi a tal punto da diventare un nostro “amico” con il quale poter interagire e dialogare anche nei momenti di maggior solitudine.

Un velocissimo ed inarrestabile passaggio da un’era all’altra, quindi, con profondi cambiamenti e introduzione di nuovi metodi di interazione con l’interfaccia virtuale che oggi di fatto ci sostiene. Forse, è stata proprio la rapidità con cui è avvenuto tale passaggio che ci spaventa non avendo avuto il tempo di assorbirlo riconoscendone l’effettivo suo valore a tal punto da utilizzarlo senza averne paura.

Questo progresso non dobbiamo necessariamente interpretarlo come l’entrata in un mondo nuovo in cui si perdono i valori del passato, ma una fase transitoria con la quale il futuro si appoggia al passato per rilanciarsi verso nuove sfide e nuovi orizzonti sempre a sostegno di una vita con più speranza.

Luca Tremolada si sofferma sulle differenze tra l’internet di oggi e l’internet del passato e specifica come anni fa per navigare sul web e per trovare le informazioni volute si dovessero avere della capacità di intuito e pazienza ad oggi non più presenti a causa delle innovazioni tecnologiche.

Ma io mi trovo in disaccordo con il suo pensiero.

I cambiamenti che ci sono stati non hanno portato infatti ad una perdita di queste facoltà ma solo ad un differente loro utilizzo. Certamente è più facile trovare dati sul web perché possediamo, come abbiamo visto, dei motori di ricerca più avanzati, ma anche oggi per poter avere la giusta e ricercata risposta da un Chatbot bisogna saper porre con altrettanta chiarezza la corretta domanda. Non si tratta quindi di non avere più pazienza ma si tratta di non dover più impiegare tutto o gran parte del nostro tempo alla sola ricerca di una informazione nascosta nell’enorme quantità di siti che abbiamo a disposizione, in modo tale da poterlo impiegare per potenziare e mettere a frutto le nostre capacità intellettive oltre la ricerca stessa. Perché dovremmo fare fatica nel cercare delle risorse importanti quando abbiamo deciso noi stessi di creare con la nostra intelligenza degli strumenti che ci permettessero di ridurre tale “effort” e riservare il tempo a disposizione per altro?

La verità è che noi continuiamo a voler guardare la realtà con gli occhi del 1990 non rendendoci conto che con una VR del 2024 possiamo vedere molto meglio il mondo che ci circonda e non solo.

I tempi evolvono, le tecnologie crescono sempre a vantaggio di chi le sa utilizzare rimanendo al passo con i tempi. Occorre andare avanti proiettandosi verso un futuro che ci garantisca un migliore stile di vita abbandonando solo ai ricordi dei più sentimentalisti ciò che ha costituito le basi di una crescita ormai e, direi fortunatamente, inarrestabile!

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