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Il dibattito accademico sull’Antropocene ha generato un eco significativo negli ultimi anni. Tuttavia, recentemente, i geologi hanno ribadito la nostra permanenza nell’Olocene anziché riconoscere una nuova era geologica. Le ragioni addotte per questa decisione sono chiare: la difficoltà nel fissare un punto di inizio preciso, la necessità di una scala temporale più ampia per definire un’era geologica e l’incertezza di quanto l’uomo debba imperversare sul clima prima di dare il proprio nome ad un’era geologica.

Un termine alternativo, l’Omogenocene, potrebbe essere un’opzione più opportuna. Coniato da Michael Samways e successivamente utilizzato da John L. Curnutt, l’Omogenocene riflette la nostra attuale era come definita dalla diminuzione della biodiversità e dall’omogeneizzazione progressiva della biogeografia e degli ecosistemi del mondo.

Indipendentemente dalla definizione geologica che adottiamo per il nostro periodo attuale, è fondamentale riconoscere e affrontare il nostro impatto sull’ambiente. I segni del cambiamento climatico sono sempre più evidenti, con temperature in aumento, eventi meteorologici estremi e cambiamenti negativi negli ecosistemi terrestri e marini. L’inquinamento diffuso, che comprende sia l’inquinamento dell’aria che dell’acqua, sta minando la salute umana e danneggiando gli ecosistemi vitali. La perdita accelerata di biodiversità rappresenta una minaccia senza precedenti per la stabilità degli ecosistemi e per la sopravvivenza stessa della vita sulla Terra.

Questi problemi richiedono azioni concrete e immediate. Non possiamo permetterci di aspettare il riconoscimento ufficiale di un’era geologica per agire. Le soluzioni esistono e sono urgenti: dalla transizione verso fonti di energia rinnovabile alla promozione di pratiche agricole sostenibili, dalla conservazione degli habitat naturali alla riduzione dell’inquinamento, ci sono azioni che possiamo intraprendere oggi per mitigare i danni e proteggere il nostro pianeta per le generazioni future.

 

Quindi, mentre il dibattito sull’Antropocene continua tra gli accademici, non dobbiamo permettere che ciò ci distragga dall’essenza della questione. Sia che ci troviamo nell’Olocene, nell’Antropocene o nell’Omogenocene, l’importante è riconoscere l’urgenza dell’azione e lavorare insieme per preservare e proteggere la nostra casa comune, la Terra.

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