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Con l’enorme e rapidissimo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sorgono anche interrogativi sull’impatto sociale ed economico di questa rivoluzione tecnologica. L’IA trasformerà il settore industriale, creerà nuove opportunità di lavoro e aumenterà l’efficienza di quelle già esistenti. Tuttavia, la sua ascesa non è priva di preoccupazioni, poiché così come creerà nuove opportunità, ne toglierà molte altre.

L’IA ha già dimostrato il suo valore in una vasta gamma di applicazioni, dalle auto a guida autonoma alla diagnostica medica, dalle previsioni finanziarie alla produzione industriale. Tutte queste innovazioni se da un lato possono essere molto utili in casi di impossibilità di intervento umano, dall’altro rischiano di causare un dissesto economico.

Molte persone ritengono che l’IA non sia da temere poiché da sola, ossia senza l’ausilio di un copilota umano, non è in grado di fare nulla, poiché in quanto macchina essa avrà sempre bisogno che qualcuno la attivi e le dica cosa fare. Il problema dal mio punto di vista è che l’IA potrebbe causare numerosi problemi all’economia globale proprio perché, accompagnata da un umano, essa diventa uno strumento potentissimo.

Questa rivoluzione tecnologica avrà indubbiamente un impatto significativo sull’economia globale. Si prevede che i guadagni di produttività derivanti dall’automazione e dall’intelligenza artificiale potrebbero generare miliardi di dollari in valore aggiunto nei prossimi decenni, ma anche portare a una riduzione della domanda di lavoro in determinati settori, mettendo a rischio milioni di posti di lavoro tradizionali. Le economie devono prepararsi a gestire questa transizione in modo da minimizzare gli impatti negativi sulle famiglie e sui lavoratori. Il rischio di accentuare le disuguaglianze economiche è molto concreto. Essendo infatti questa nuova tecnologia molto costosa, mentre le grandi aziende che adottano con successo l’IA potrebbero raggiungere aumenti di produttività e profitti, le organizzazioni non in grado di investire in queste tecnologie potrebbero rimanere indietro. Ciò potrebbe ampliare il divario tra le grandi aziende tecnologiche e le piccole imprese.

Inoltre, l’eccessiva dipendenza dall’IA potrebbe rendere le economie e le società più vulnerabili a guasti e malfunzionamenti tecnologici. I sistemi basati sull’IA potrebbero essere soggetti a errori, manipolazioni o attacchi informatici, mettendo a rischio la sicurezza dei dati e l’affidabilità dei servizi. Ciò creerà una forte dipendenza dai Paesi che possiedono le tanto ambite terre rare e i grandi marchi nel settore tecnologico e innovativo.

In conclusione, credo che, sebbene l’intelligenza artificiale porti con sé numerosi vantaggi, sia comunque da temere, poiché i rischi e le conseguenze ad essa legata saranno a mio avviso di gran lunga maggiori rispetto ai benefici. È necessaria dunque una corretta regolamentazione, per evitare che, come è successo con la bomba atomica, anche se il paragone può risultare sproporzionato, il progresso e la tecnologia portati  avanti dall’uomo, finiscano per danneggiarlo.      

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