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I messaggi che ci scambiamo e i dati personali non sono più solo strumenti di comunicazione, ma sono diventati una vera e propria materia prima nell’addestramento dell’intelligenza artificiale.

Ne è un esempio concreto quanto accaduto alla compagnia aerea statunitense low-cost Spirit Airlines che il 2/05/2026 ha dichiarato bancarotta.

La compagnia aerea ha dichiarato fallimento a causa di problemi finanziari, dovuti al post pandemia e a diversi debiti accumulati negli anni.

Di fronte a questi problemi, durante la procedura di liquidazione fallimentare finalizzata a ripagare i debiti, la compagnia decise di mettere all’asta i dati dell’azienda, come chat teams o email interne, per un totale di 600 milioni di messaggi. Google, che nel campo dell’intelligenza artificiale sta svolgendo un ruolo fondamentale, si aggiudicò questi dati per 10 milioni di euro, con l’obiettivo di istruire l’intelligenza artificiale.

Questo è uno dei tanti episodi che solleva un grande tema, che anno dopo anno diventa sempre più centrale: è giusto che le conversazioni quotidiane delle persone diventino merce di scambio, per istruire una macchina senza che gli utenti lo abbiano mai scelto davvero?

Il tema è molto combattuto, poiché ormai quasi tutti riconoscono che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, incontrastabile e inevitabile, richiede dati reali; allo stesso tempo si ritiene che non bisognerebbe superare mai il limite imposto dal buon senso, dalla privacy e dal consenso degli utenti.

Se ci pensiamo bene, la vita ormai è costituita di digitale poiché ogni giorno passiamo ore e ore a scambiarci messaggi fare chiamate e foto. Tutto questo non può diventare una merce di scambio, solo perché un’azienda fallisce. Senza regole rigide e restrizioni, si rischia che si perdano le fiducie nella tecnologia, il cui progresso è ormai per noi fondamentale e si rischia anche di calpestare i diritti dei cittadini.

Chi sostiene la legittimità di questa vendita afferma che l’intelligenza artificiale abbia bisogno di grandi quantità di conversazioni e dati per continuare ad evolversi.

Inoltre in caso di fallimento aziendale, come accaduto alla Compagnia Statunitense Spirit Airlines, la vendita degli enormi database, chat e email poteva essere uno strumento attraverso cui la Compagnia poteva ripagare in modo del tutto legale i debiti e recuperare fondi.

Tuttavia questa considerazione riduce la vita privata della persona a un semplice valore economico e a una possibile fonte di lucro da parte di terzi. Il bisogno di far progredire la tecnologia e le diverse necessità finanziarie non può avere la priorità sui dati personali e sulla privacy dei cittadini.

In conclusione, l’intelligenza artificiale rappresenta una grande risorsa, una straordinaria possibilità per aiutare a far progredire la società in diversi ambiti come nella medicina e nell’ ingegneria. Ma il suo sviluppo non può essere a scapito dei cittadini, proprio perché dovrebbe essere una risorsa che dovrebbe aiutare la società e non i singoli individui. Proprio per impedire che succeda questo, è fondamentale e urgente stabilire regole e normative precise per far sì che il progresso sia un progresso della società e non di pochi individui.

fonti:
https://time.com/

https://www.reuters.com/

 

https://www.computerworld.com/

 

 

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