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Nell’articolo del 13 maggio Luca Tremolada tratta il tema della crisi che l’industria videoludica ha conosciuto dopo il periodo Covid. 

Dopo il boom registrato durante il Covid-19, quando milioni di persone si sono avvicinate ai videogiochi durante i lockdown, l’industria videoludica ha attraversato una fase di forte rallentamento. La crescita eccezionale del periodo pandemico aveva spinto molte aziende ad assumere personale e aumentare gli investimenti, ma il ritorno alla normalità ha ridotto consumi e profitti, causando licenziamenti, chiusure di studi e cancellazioni di progetti.

Nonostante la crisi, il settore resta uno dei più redditizi dell’intrattenimento globale e continua a evolversi grazie all’intelligenza artificiale. L’IA potrebbe rivoluzionare lo sviluppo dei videogiochi, velocizzando la creazione di personaggi, ambientazioni e dialoghi, ma anche modificare profondamente il mercato del lavoro. Alcune professioni creative e tecniche rischiano infatti di essere ridimensionate o automatizzate, mentre nasceranno nuove figure specializzate nella gestione e nell’integrazione dell’IA nei processi produttivi. 

Non c’è ragione di credere, tuttavia, che l’industria videoludica debba fare fronte ad ulteriori crisi dopo l’ultima trascorsa, poiché la ricerca di un mondo virtuale è sempre più frequente in un mondo dove la quotidianità diviene ogni giorno più complessa. 

Gabriele Di Gangi, Liceo G.Galilei

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