Più di mezzo secolo fa, il 20 Luglio 1969 l’uomo ha messo piede sulla Luna per la prima volta. Da lì in poi ci sarebbe stato da aspettarsi un aumento delle esplorazioni spaziali in seguito a questo grande traguardo, ma sembra che a distanza di diversi anni la ricerca spaziale stia rallentando gradualmente; tuttavia il 2024 si prospetta come  un anno di riscatto per lo spazio, dopo che il Giappone è riuscito a sua volta a mandare un uomo sulla Luna: si parla del quinto paese ad aver compiuto l’impresa. Purtroppo ci sono anche dei contrattempi con la missione Artemis rimandata al 2025, un progetto che mira addirittura a stabilire collegamenti permanenti con la Luna. Ma perché, nonostante ci siamo riusciti in passato, stiamo facendo così tanta fatica nell’esplorare lo spazio e in particolare la Luna?

 

Il problema più difficile da risolvere risulta essere quello economico, infatti l’esplorazione dello spazio è un settore alquanto costoso. Richiede la costante ricerca, manutenzione e creazione di nuove tecnologie e, in generale, costa molto mantenere così tante grandi menti impegnate in  tali progetti. Non è da dimenticare il crescente tasso di inflazione, che va a complicare questa questione già di per sé critica. Inoltre, molto spesso, i fondi per la ricerca spaziale vengono riutilizzati in altri settori, poiché questa ricerca è considerata poco produttiva. Però non bisogna dimenticare che non si tratta di un investimento inutile, in quanto tutte le tecnologie inventate trovano molto spesso applicazione in vari altri settori e rappresentano perciò un’importante fonte di sostegno per il nostro futuro.

 

Un altro problema è a livello pratico: la Luna si sta spostando dalla Terra. A causa della rotazione della Terra in congiunzione con il moto di rivoluzione della Luna, si stima che il nostro satellite si stia allontanando di qualche centimetro all’anno. Questa misura può sembrare alquanto trascurabile e, sebbene in parte lo sia, bisogna tenere a mente che calcolare la rotta di un possibile allunaggio è difficile e i calcoli teorici non corrispondono mai  alla pratica. A causa di ciò questi pochi centimetri annui aumentano il margine di errore, rendendo i calcoli ancor più inesatti.

 

Nonostante questi grandi problemi, la ricerca dello spazio procede inesorabile. Trovo assolutamente necessario supportare questo campo di ricerca in quanto va a fornire incredibili possibilità per il genere umano, sia nel presente sia nel futuro.

 

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