L’euro digitale potrebbe essere uno strumento potenzialmente vantaggioso per semplificare i pagamenti e migliorare la sovranità monetaria dell’Europa. Ma poiché si differenzia dalle criptovalute è un’area ancora inesplorata che presenta indubbiamente imperfezioni e suscita controversie. Infatti, nonostante l’interesse legato a una moneta digitale, ci sono notevoli sfide da affrontare.

Molti giornalisti, tra cui Bernardi nell’articolo de “Il Sole 24 ore” del 6 Novembre, accennano alla questione della privacy. Questo tema, ancora un ostacolo per molte nuove realtà digitali, è cruciale: è essenziale garantire che l’utilizzo dell’Euro digitale non comprometta la riservatezza delle transazioni finanziarie degli individui.

Inoltre, la transizione verso un sistema monetario digitale richiede un’infrastruttura robusta, sia online che offline, per garantire la sua disponibilità costante e non limitata alla connessione internet. In questo senso, l’implementazione dell’Euro digitale dovrebbe essere attentamente valutata per evitare potenziali rischi legati alla sicurezza e alla vulnerabilità del sistema. È comunque complicato immaginarsi come effettivamente questa valuta si possa inserire nella nostra quotidianità: l’unico altro strumento che le si avvicina è quello delle criptovalute. Tuttavia, come spiega lo stesso sito “European Central Bank”, l’Euro digitale è controllato e regolamentato dalle autorità centrali, mentre le criptovalute sono valute digitali decentralizzate, non regolamentate e soggette a una maggiore volatilità.

Per questa ragione, siccome la nuova valuta digitale non presenta le stesse problematiche delle criptovalute, una volta superata la questione della privacy, potremmo considerare l’Euro digitale come un passo verso un sistema finanziario più flessibile ed efficiente.

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