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Nell’articolo del 4 marzo di Luca Tremolada si affronta un argomento particolarmente scottante, affiorato in molti dibattiti soprattutto negli ultimi anni, con l’ascesa dei più grandi sistemi di intelligenza artificiale. 

Nel video mostrato dal giornalista, si osservano gli attori hollywoodiani Tom Cruise e Brad Pitt lottare corpo a corpo, proprio come se stessero recitando una parte di un loro nuovo film; stupisce, dunque, scoprire che queste immagini così fluide e realistiche siamo generate proprio da un algoritmo di ByteDance, peraltro grazie ad un input di pochissime righe. 

È chiaro come un evento del genere abbia potuto diffondere nelle industrie cinematografiche un sentimento di ostilità nei confronti dell’ IA generativa, oltre a domande quali: è davvero questa la fine del processo creativo e dell’arte “umanamente intesa”? Cosa ne sarà di coloro che vivono e lavorano per il cinema, attori e registi (ma non solo) che vedono vanificate le proprie spese per i mezzi di produzione a discapito di un economicissimo sistema di algoritmi. 

Come sempre, Tremolada fa uso di un linguaggio efficace e coinvolgente, al fine di indurre la riflessione etica, economica e, conseguentemente, sociale, che scaturisce dalla visione di avvenimenti del genere. Solo di una cosa si può essere certi: tutte le industrie creative moderne sono ora (ancor più di ieri, ma mai come domani) a serio rischio di estinzione. 

Gabriele Di Gangi, 4B, Liceo G.Galilei Palermo

 

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