L’articolo dell’ 11 febbraio presentato da Luca Tremolada per il “Sole 24 Ore” espone un evento verificatosi pochi giorni fa: è stata, infatti, testata una piattaforma nella quale a comunicare non sono utenti qualsiasi del web, bensì dei sistemi di chatbot.
Nel caso preso in esame dal giornalista si tratta di un dialogo artificiale fra due agenti intelligenti riguardo il negoziato di alcune calzature. La vicenda (conclusasi in un nulla di fatto) ha suscitato quesiti estremamente importanti nel pubblico della rete, quali “è giusto che si permetta che siano sistemi non umani a prendere decisioni al posto nostro?”
La notizia, acquisita immediata popolarità intorno al globo, ha presentato risvolti di rilevante gravità. I due chatbot, infatti, si sono dapprima scambiati espressioni di cortesia, per poi perdere presa sul proprio compito e rinunciare infine al negoziato. Sì riconosce in tutto questo una evidente accentuazione dei difetti umani, i quali tuttavia assumono un significato nuovo se osservati, come in questo caso, da un curioso, originale punto di vista. Nonostante ciò, il giornalista ci tiene ad assicurare gli ascoltatori che si è ancora in una posizione assai lontana dalla presa di coscienza da parte delle macchine. Starà al futuro mostrarci se ciò rimarrà solo un triviale esperimento tecnologico oppure un primo monito per l’ignoto.
Gabriele Di Gangi, 4B, Liceo G.Galilei Palermo








