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Il video-articolo di Luca Tremolada propone una riflessione approfondita e di grande attualità sul complesso intreccio tra potere politico, controllo dell’informazione e infrastrutture digitali, prendendo avvio dalle proteste in Iran e dal ruolo svolto da Starlink nel tentativo di aggirare la censura imposta dal regime. Il giornalista richiama i precedenti blackout di Internet del 2009 e del 2019, evidenziando come l’oscuramento della rete non rappresenti una misura contingente, bensì una pratica sistemica e consolidata nei contesti autoritari.

L’analisi non si limita alla denuncia della repressione informativa, ma si estende a una questione di natura geopolitica ed etica di più ampia portata: la libertà di comunicazione risulta oggi subordinata a infrastrutture private, controllate da singoli attori economici. In questo quadro, Elon Musk non viene raffigurato attraverso una lente ideologica, né come figura salvifica né come antagonista, ma come un soggetto dotato di un potere politico di fatto, capace di incidere sugli equilibri internazionali in misura talvolta superiore a quella di numerosi Stati sovrani.

Il video si distingue inoltre per l’efficacia con cui analizza i meccanismi della propaganda: il regime iraniano non si limita a silenziare le informazioni scomode, ma opera una selezione mirata dei contenuti da diffondere, costruendo una narrazione funzionale al mantenimento del potere. Ne emerge una concezione della censura non come semplice assenza di informazione, bensì come attiva manipolazione della realtà.

L’idea di una rete autenticamente condivisa e universale viene infine presentata come un’esigenza imprescindibile sul piano ideale, ma al contempo come un obiettivo difficilmente perseguibile nella pratica, a causa della persistente centralità degli interessi nazionali e della sovranità statale. Proprio questa assenza di soluzioni definitive costituisce uno degli elementi di maggiore forza del video, che rinuncia a risposte semplificatorie per favorire una riflessione critica e consapevole.

Nel suo complesso, il contributo si presenta come un prodotto ben strutturato, equilibrato e fortemente stimolante. Esso non si limita a informare, ma sollecita lo spettatore a interrogarsi sulla legittimità del controllo delle infrastrutture comunicative fondamentali e sulla reale possibilità di garantire la libertà di espressione in un sistema sospeso tra potere statale e interessi privati. Una riflessione profonda, rigorosa e imprescindibile per comprendere le dinamiche del mondo contemporaneo.

Eugenio Bellia 4B liceo g.galilei Palermo

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