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L’articolo del 13 gennaio pubblicato dal giornalista Luca Tremolada per “Il sole 24 ore” delinea le più importanti e rivoluzionarie applicazioni dell’IA nel futuro prossimo. In particolar modo, il 2026 sarà un anno ricco di cambiamenti dal punto di vista tecnologico: si stima che, in tempi relativamente brevi, sistemi di intelligenza artificiale sostituiranno in larga misura il lavoro umano, rendendo le catene di montaggio delle fabbriche nettamente più rapide e efficienti e le mansioni fondate sul calcolo mentale decisamente più accurate. 

Inoltre, il giornalista si sofferma sugli effettivi oggetti quotidiani il cui utilizzo sarà ampiamente influenzato dall’avvento dell’IA, passando in rassegna gli esempi più importanti quali gli occhiali, con cui si potrà in breve tempo riconoscere altri oggetti reali e testi e immagini totalmente virtuali; ciò, tenta di profetizzare Tremolada, potrebbe arrivare addirittura a sostituire del tutto o solo in parte l’uso degli smartphone. 

La spiegazione, coerente e accattivante, ci invita a riflettere sulla crucialità dell’epoca che stiamo attraversando (spesso senza preoccuparci di prenderne assoluta consapevolezza). Certo è che al termine di quest’anno solare, e ancor di più alla fine del decennio corrente, il dominio dell’intelligenza artificiale sarà divenuto impossibile da contenere, e noi non possiamo fare altro che starne ad osservare impotenti l’iperbolica ascesa. 

Gabriele Di Gangi, 4B, Liceo G.Galilei Palermo

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