L’articolo introduce esempi concreti – come l’impatto dell’IA su lavoro, oggetti di uso quotidiano e strumenti digitali – rendendo chiaro quanto queste tecnologie stiano già modificando la nostra realtà.
Tuttavia, va detto che molte delle affermazioni sul diventare “anno della singolarità” si basano su proiezioni e ipotesi più che su dati scientifici consolidati. Diversi esperti concordano sul fatto che i progressi dell’intelligenza artificiale sono rapidi e promettenti, ma il passaggio alla singolarità — ovvero al superamento dell’intelligenza umana da parte delle macchine — resta un’ipotesi dibattuta. L’articolo è utile perché stimola la riflessione critica: non si limita a riportare notizie sensazionalistiche ma invita a pensare alle implicazioni sociali, economiche e culturali delle tecnologie emergenti. Personalmente penso che L’IA, se usata correttamente, può aiutare l’uomo a risolvere problemi complessi e a prendere decisioni più informate.
Dall’altro lato, però, l’intelligenza artificiale suscita anche alcune preoccupazioni. Il rischio principale è che venga utilizzata senza regole chiare, causando la perdita di posti di lavoro o un’eccessiva dipendenza dalla tecnologia. Inoltre, c’è il pericolo che le macchine prendano decisioni importanti senza un adeguato controllo umano.












