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Video stimolante e ben costruito: l’idea che il 2026 possa segnare una “singolarità” tecnologica affascina, ma il punto più interessante è proprio l’ambiguità del termine. Da un lato i progressi rapidissimi dell’IA (auto-miglioramento, modelli sempre più autonomi, integrazione ovunque) fanno pensare a una svolta epocale; dall’altro, il video fa bene a ricordare che la singolarità non è un evento magico e improvviso, ma un processo graduale, pieno di limiti tecnici, economici ed etici.

 

Convincente anche il richiamo al fattore umano: regolazione, interessi politici, disuguaglianze nell’accesso alla tecnologia e responsabilità morale potrebbero rallentare o deviare questo percorso. Più che “l’anno della singolarità”, il 2026 sembra profilarsi come un punto di non ritorno culturale, in cui l’IA smette di essere uno strumento e diventa un vero interlocutore della società tra entusiasmo tecnologico, limiti reali e scelte.

Dario Anselmo 4B Liceo G. Galilei Palermo

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