VIETARE I SOCIAL AI MINORI DI 16 ANNI?
In Australia a partire dal 10 dicembre sono stati vietati i social a tutti coloro al di sotto dei 16 anni, a prescindere dalla volontà dei genitori. È il primo paese ad aver preso una decisione di questo tipo, nonostante molti Stati già avessero valutato quest’opzione.
In Italia è sempre aperto il dibattito sulla questione social ai minori, ma non credo che nel giro di poco tempo riusciranno a emanare una legge su questa tematica.
Ciononostante, qualcosa di simile è stato diffuso nel nostro Paese ad agosto 2025: una circolare in merito all’uso degli smartphone a scuola. È assolutamente vietato l’uso di cellulari, anche a scopi didattici, durante l’orario scolastico e questo divieto è stato esteso anche a dispositivi come smartwatch e strumenti simili.
reputo abbastanza giusta questa nuova circolare sull’uso dei dispositivi elettronici la poiché è un modo per disintossicare i giovani dai cellulari e dedicarsi durante l’orario scolastico alle lezioni, ai compagni e sicuramente è una fonte in meno di distrazione.
Molti studenti si sono lamentati del fatto che non si possono usare nemmeno durante la ricreazione. Inizialmente la reputavo una cosa stupida anche io, ma adesso che son passati quattro mesi credo che sia giusto così; la ricreazione è un momento per stare insieme, scherzare, mangiare, girare per la scuola e non credo sia un’azione sana passare questo tempo libero che abbiamo durante l’orario scolastico, guardando il telefono.
In fin dei conti non vedo quale sia il problema di staccarsi per sei ore dallo schermo di un telefono e anzi ritengo c sia un’opportunità che i ragazzi hanno per sganciarsi da quella che chiamano realtà, ma non lo è.
Ritornando però alla tematica iniziale, è giusto oppure no vietare i social ai ragazzi minori di 16 anni? La scelta dell’Australia è stata molto rigida dal momento che reputo i “minori di 16 anni” un’età non appropriata e da un lato a 15/16 anni si ha già piena consapevolezza di quello che si fa, riuscendo a distinguere ciò che è bene e ciò che è male, dall’altra parte molti giovani, nonostante vicini alla maturità, non sanno comportarsi civilmente né online né nella vita reale.
Dal mio punto di vista l’utilizzo dei social andrebbe vietato ai ragazzi al di sotto dei 14 anni. In primo luogo non credo che i social a questa età siano necessari per la vita del ragazzo; in secondo luogo non si ha ancora la piena consapevolezza dei propri gesti. Molte volte si leggono commenti inappropriati, scritti da ragazzini che, pensando di essere adulti avendo reagito in quel modo, risultano solamente ignoranti e gradassi.
Tuttavia ancor prima di divulgare una legge bisognerebbe agire a monte, su uno dei principali pilastri dell’educazione: la famiglia. È da qui che i ragazzi dovrebbero imparare l’educazione; dovrebbe essere proprio la famiglia a preparare il ragazzo alla vita; non solo dare amore e protezione, ma anche insegnare una giusta educazione, dando regole chiare e precise affinché cresca con la consapevolezza di comprendere quello che non è etico.
Dovrebbe essere in primis lo Stato a esortare le famiglie a una corretta educazione dei propri figli.
Se la famiglia si dovesse accorgere che il figlio fa un uso scorretto dei social, in tal caso, a mio parere, dovrebbe prendere dei seri provvedimenti affinché il ragazzo capisca i suoi errori, sia più cosciente di ciò che compie e acquisisca dei sani valori.
Nei casi estremi in cui la maggior parte delle famiglie di un Paese non collabori o non faccia abbastanza al fine di correggere i ragazzi a un uso corretto dei social e in larga scala dei dispositivi elettronici, lo Stato preso in causa dovrà prendere atto di ciò e adottare delle misure rigide come fatto in Australia, limitando dunque l’uso dei social ai minori.
Gioia Nucciarelli per L’Occhio del Properzio (Liceo Properzio, Assisi)












