1000083359

È stato più volte dimostrato nella storia come il divieto di qualcosa diventi in molti casi un incentivo ad ad aumentarne la richiesta. Vietare i social, come qualsiasi altra cosa, pone l’argomento al centro dell’attenzione generale, andando a dividere l’opinione pubblica.

È innegabile che i social possano essere deleteri per l’attenzione dei giovani, ma possono essere anche un ottimo mezzo per intrattenere ed apprendere, come la tv fu prima di loro. Dovrebbe essere nell’interesse delle singole piattaforme prendere provvedimenti affinché i social possano essere un luogo navigabile anche dai bambini, o impedirne a loro l’accesso. Questo è stato per esempio applicato da YouTube, che ha un’applicazione a parte per il pubblico più giovane, oltre ad avere un sistema di monitoraggio per ogni video che viene caricato, impedendo l’upload istantaneo di qualsiasi contenuto, ed andandoli a suddividere in varie fasce in base all’età di visione appropriata. Sarebbe inoltre compito dei singoli genitori controllare come i loro figli utilizzino i dispositivi elettronici di cui sono muniti, e se sia il caso di dargliene accesso.

Impedire l’utilizzo dei social a tutti i minori di 16 anni è alquanto eccessivo, considerato che le preoccupazioni dei genitori a quell’età dovrebbero essere ben altre. Oltretutto chi davvero vuole avere accesso ai social troverà il modo di utilizzarli, senza badare a nuove norme. Sarebbe perciò più opportuno magari impedire di pubblicare ai minori, limitandone la presenza online, e prendere provvedimenti per tutelare la loro privacy. Sarebbe inoltre più opportuno dare un limite di utilizzo delle applicazioni ad un pubblico giovane, non precludendone a priori l’utilizzo. In questo modo potrebbero comunque esperire dei contenuti pubblicati sui social, senza però correre rischi o farne un uso dannoso.

0 Comments

Leave a reply

Go to top

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account