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Negli ultimi anni si discute spesso della possibilità di vietare l’uso dei social network ai ragazzi sotto i 16 anni. Effettivamente i social vengono utilizzati sempre di più e purtroppo si sta anche abbassando l’età delle persone che li usano, il loro utilizzo sta diventando progressivamente una fonte di pericolo in quanto può sfociare nella dipendenza, ma soprattutto, un loro utilizzo  non consapevole  può avere un’influenza negativa sul pensiero critico.

Non sempre ci si sente al sicuro in quanto non si sa chi si può nasconde dietro lo schermo e non si è a conoscenza di cosa succeda ai contenuti che si postano, come per esempio le nostre foto.

Nonostante ciò, a parer nostro, un divieto totale non rappresenta la soluzione corretta, perché i social possono anche offrire numerosi benefici se utilizzati in modo consapevole.                                                                In primo luogo, i social network sono uno strumento fondamentale di comunicazione: permettono ai ragazzi di restare in contatto con amici e familiari, soprattutto in situazioni in cui gli incontri dal vivo non sono sempre possibili.                                                                                           

Un altro punto a loro favore è lo sviluppo delle competenze digitali: viviamo in una società sempre più tecnologica e imparare fin da giovani a usare i social in modo responsabile aiuta a sviluppare capacità utili per il futuro, come la gestione della propria identità online.               

I social offrono anche opportunità educative e creative: attraverso video, pagine informative e gruppi di interesse, i ragazzi possono approfondire argomenti scolastici, scoprire nuove passioni e condividere le proprie idee e creazioni, stimolando creatività ed espressione personale.    

Inoltre, vietare completamente i social sotto i 16 anni non elimina i rischi, ma potrebbe spingere i ragazzi a usarli di nascosto, senza alcun controllo.

Quello che secondo noi serve invece è un’educazione all’uso corretto di questi strumenti, accompagnata dalla supervisione degli adulti, inoltre, poiché ci sono alcuni contenuti e temi che non dovrebbero essere accessibili ai minori di una certa età, sarebbero più efficaci alcune regole, soprattutto per i soggetti più giovani, che limitino l’accesso ad alcuni contenuti e al tempo trascorso sui social.

In conclusione, invece di vietare i social ai minori di 16 anni, è preferibile insegnare un utilizzo responsabile e consapevole.                     

I social network, se usati con moderazione e regole chiare, possono diventare uno strumento positivo di crescita, apprendimento e socializzazione.

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