Casa, dolce casa… Una frase così ci dice già tutto! Il desiderio d’ amore, il calore dell’ accoglienza, il posto più sicuro dove sentirsi protetti. Ma è proprio, tra le mura domestiche che spesso viene celato un grido d’ aiuto. E come accorgersene? Un amico solitario, o forse aggressivo, probabilmente uno pauroso, se sobbalza ogni qualvolta sente sbattere una porta o quant’ altro, oppure semplicemente quello che dice sempre le battute per sminuire la sua paura prima del rientro a casa. A te, amico, parlerei di me, della mia vita e se tu trovassi il coraggio di dirmi, che la notte non dormi perché hai paura, perché senti gridare, perché nascondi i lividi o la paura che ti tormenta quando non vai bene a scuola, quando per errore hai rovesciato qualcosa e sembra tu abbia fatto il danno più grande della tua vita perché hai ricevuto l’ ennesima percossa, ti starei vicino. Ti inviterei a casa mia per farti sentire al sicuro e ti direi di denunciare tutto, ogni cosa, ogni percossa. Tu sei un amico che vale, sei una persona importante, nessuno, dico nessuno ha il diritto di toccarti, nessuno può permettersi di non lasciarti crescere. Colui che ti aggredisce non avrà mai la vera consapevolezza del male che sta facendo a te e alla tua famiglia se non lo denunci, solo così potrai essere finalmente libero.

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