Violenza in famiglia.
Dolore in quell’ambiente che dovrebbe significare casa.
Odio in quelle mani, quelle stesse mani che hanno stretto i corpi di bambini appena nati.
Strazio in quei corpi ora cresciuti, corpi che urlano dentro di loro per il dolore che provano.
E nessuna reazione, se non il silenzio.
Silenzio che viene fuori per colpa della paura, per colpa di minacce insensate che lasciano la bocca di persone adulte, che dovrebbero, ma non si comportano come tali.
E tristezza, una tristezza agghiacciante, che fa sul serio paura.
Se dovesse capitarmi di avere un amico che è vittima di violenza domestica, farei di tutto per aiutarlo. Cercherei di farlo aprire, prima con me e poi con un adulto. E lo convincerei a denunciare.
Perché il silenzio non porta da nessuna parte, non cambia le cose.
Il silenzio è dire “va bene”, ma non va bene proprio niente. La violenza non è un bene e non fa del bene.
La violenza fa solo male, produce dolore e sofferenza.
La violenza non la merita nessuno, ma va denunciata da tutti.

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