Violenza in famiglia: come aiutereste un vostro amico in difficoltà?
Beh, innanzi tutto, questo problema che è molto attuale, è anche molto difficile da superare per paura della reazione di chi commette l’atto di violenza. E’ un argomento diffuso, sempre di più si sente parlare di violenza in famiglia… quasi ogni giorno, leggendo il giornale o guardando un Tg . Si sentono casi soprattutto di donne o bambini che subiscono violenze famigliari . Se un mio amico mi confidasse una cosa così privata e tanto dolorosa, penserei che lo fa perchè si fida di me e spera in un mio aiuto; penso che non sia facile raccontare delle cose del genere, soprattutto subite da persone dalle quali meno te lo aspetti, cioè da quelle che ami di più: la tua famiglia.
Per prima cosa, per aiutarlo cercherei di capire il tipo di violenza che ha subito e da quanto va avanti questa storia, nel senso che se è una cosa che è successa una, massimo due volte magari è stato un caso eccezionale, invece se va avanti da diverso tempo con costanza, la situazione sarebbe diversa e problematica. Prima ho accennato al tipo di violenza perché la violenza non è solo fisica ma può essere anche una violenza mentale,psicologica che ha volte può incidere anche molto di più di una sberla o uno schiaffo. Inoltre cercherei di capire chi effettua questa violenza. Quindi in conclusione prima di tutto farei una bella chiacchierata con il mio amico. Il primo consiglio che mi verrebbe da dargli, è di confessare il tutto ad un’altra persona adulta e di famiglia (nonno, zio, cugino ecc…) di cui ha la massima fiducia e che conosce a fondo la sua famiglia; se poi non c’è nessun famigliare di cui il mio amico si fida , gli consiglierei di confidare il tutto ai suoi professori o alla sua preside scolastica in modo tale che riescano in qualche modo a prendere in mano la situazione con l’aiuto di psicologi e assistenti sociali che possono tutelarlo e aiutarlo a superare questo shock sperando che riescano ad aiutare anche chi gli procura violenza per riportare serenità in famiglia. Se poi questo non dovesse avvenire l’ultimo consiglio che gli darei è quello di confessare il tutto ai carabinieri o alla polizia perché sono gli unici che possono intervenire con durezza e immediatezza e far passare al violento delle conseguenze piuttosto gravi, ad esempio l’allontanamento dalla famiglia. In questo percorso cercherei di stare al fianco del mio amico il più possibile soprattutto invitandolo spesso a casa mia o a uscire con gli amici sperando che si diverta, per quanto possibile, e cercando di farlo distrarre dalla situazione che sta vivendo.

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