Partendo dal presupposto che non esistono videogiochi VIETATI ai minori, il P.E.G.I.(Pan European Game Information) cioè il metodo di CLASSIFICAZIONE dei videogiochi semplicemente serve per indirizzare una scelta dettata dalla fascia di età e di conseguenza contenuti adatti ad essa. Detto ciò, secondo uno studio portato avanti da una equipe di psicologi, non sono i videogiochi a cangiare i comportamenti dei videogiocatori ma sono quest’ ultimi a riscontrare interesse in determinate categorie in base all’ indole dei suddetti. Inoltre come riporta il sito wired lo psicologo della Stetson University, Cristopher Ferguson si è posto una domanda molto semplice: invece di studiare il fenomeno in laboratorio, con tutti i (discussi) limiti del caso, perché non cercare di capire se le due variabili che lo compongono, sono tra loro davvero positivamente correlate? cioè, siamo sicuri che, storicamente, all’introduzione dei videogiochi violenti abbia corrisposto un aumento del grado di violenza nella società, e in particolare tra i giovanissimi (12-17 anni)? Mettendo insieme i dati di consumo di videogiochi definiti violenti secondo la classificazione dell’Entertainment Software Ratings Board e quelli governativi sulla violenza giovanile tra il 1996 e il 2011, Ferguson giunge a una conclusione che per alcuni potrebbe sembrare sorprendente: “il consumo di videogiochi violenti nella società è inversamente correlato alla violenza sociale giovanile“. Oltre a quanto già detto in caso di minorenni sta ai genitori assicurarsi e quindi educare i propri figli a comprendere la differenza tra realtà e finzione. In conclusione ritengo inutile vietare i videogiochi ai minorenni e insensato porre sullo stesso piano videogiochi, alcool e droghe in quanto i primi non fanno male.

0
Commenti
  1. paolaaa 4 anni ago

    Articolo curato e ben strutturato, la lettura

  2. federotulo 4 anni ago

    Concordo in pieno con te e penso che tu abbia sostenuto perfettamente la tua tesi, giungendo ad una conclusione ampiamente condivisibile. Posso dire questo perch

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account