I videogiochi sono giochi virtuali usati sempre maggiormente dai ragazzi e anche dai bambini ai nostri giorni. Spesso nella confezione è indicata l’età minima per giocare, solitamente 18 anni, ma i genitori, pur di accontentare i figli, comprano loro questi giochi pericolosi, violenti, anche a bambini.

Penso che questi passatempi non siano educativi e incitino molti giovani a essere violenti, ‘duri’ e ‘bulli’ nel comportamento, ma anche psicologicamente. È giusto indicare che i giochi sono adatti per ragazzi maggiorenni, ma nonostante questo , mancano i controlli per assicurarsi che non vengano acquistati e dati in mano a utenti giovani e facilmente influenzabili, per cui molti videogiochi vengono venduti anche ai ragazzini più piccoli che si recano personalmente al punto di vendita. Se ci fosse un maggiore controllo, e una maggiore attenzione, anche per queste piccole problematiche, probabilmente ciò non accadrebbe.

Alcuni videogiochi, secondo me, sono davvero pericolosi, dato che sono ambientati in luoghi malfamati e trattano al loro interno argomenti come droga, alcol e molto altri inadatti ai più piccoli. Non sono neanche educativi, se solo trattassero problemi attuali importanti, forse potremmo chiudere un occhio, ma purtroppo accade tutt’altro nella realtà.

Penso con nostalgia ai tempi in cui i bambini uscivano a giocare con gli amici, in piazza o ai giardini pubblici e rientravano la sera sudati e infangati dopo vari richiami, piuttosto che oggi in cui stanno per ore collegati on line per giocare ai videogiochi, per compiere missioni secondo loro “vitali , ma “virtuali”.

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