Terrore, sangue, violenza: sono i termini preferiti degli appassionati di videogiochi vietati ai minori di diciotto anni, che adorano cimentarsi in sanguinose battaglie senza fine, non rendendosi conto di quanto sia sbagliato scherzare su argomenti così sensibili. La vita non è un gioco da poter resettare continuamente, la nostra esistenza è unica e, una volta conclusa, non può essere in qualche modo ricreata. I segni di queste immagini prodotte dagli ideatori di giochi violenti, capaci solo di far scattare il lato più sadico e cruento dell’essere umano, si possono notare negli atteggiamenti aggressivi dei loro utenti, che si riducono in uno stato talmente pietoso da confondere la realtà con la finzione, scagliandosi sugli individui più deboli, causando loro danni fisici e psicologici. La situazione diviene ancor più inquietante quando dei ragazzini ancora minorenni iniziano ad utilizzare questi passatempi, imitando i comportamenti dei protagonisti e provando alcune mosse sui loro compagni di scuola, rendendoli vittime innocenti di bullismo. Il messaggio che vogliono trasmettere questi strumenti è davvero agghiacciante: “Prova anche tu a combattere in guerra, vedrai quanto ti divertirai”, come in uno slogan pubblicitario per incoraggiare moltissimi ragazzi a intraprendere strade pericolose, da cui è difficile uscire. Non si può definire divertimento ciò che prefigura la morte di un altro essere vivente, non possiamo trovare svago nell’uccisione, pure se virtuale, di una creatura, dobbiamo essere consapevoli che, in quanto esseri umani, abbiamo il dovere di tutelare il diritto alla vita. Può essere definito svago un qualsiasi hobby che non rechi danni ad altri e ci renda felici e spensierati. Non sono necessarie scene di sangue o violenza, possiamo cimentarci in altre attività più tranquille, magari in gruppo, apprezzando la diversità di ognuno di noi, contribuendo alla realizzazione di un clima di pace, ancor oggi non realizzato a causa delle continue guerre. La vita è preziosa e ognuno di noi si deve impegnare a non diffondere la violenza, trasmettendo un messaggio pacifico agli altri che lo circondano, rendendo il mondo un posto migliore.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account