Per noi il fatto dei videogiochi violenti è solo una scusa a certi comportamenti dei giovani, perché i violenti non sono solo i ragazzi di 16/17 anni, ma anche ragazzi di 23/25 anni, quindi, secondo noi, dipende tutto dalla società che circonda l’individuo interessato.
Per esempio io(Claudia) gioco a “call of duty”, ma non vado in giro ad ammazzare la gente o non ho atteggiamenti violenti! E neanche mio fratello che ha 11 anni non è violento dopo averci giocato.
Dipende anche dalla maturità della persona, io ho preso me come esempio, ma potrebbe essere che, se ci gioca qualcun’ altro potrebbe acquisire atteggiamenti violenti.
Per quanto riguarda i venditori, loro non sanno se è la persona che compra il videogioco a giocarci o se è un regalo per qualcuno. E a loro non interessa delle conseguenze, loro devono solo vendere.. i venditori non hanno colpa di quello che potrebbe succedere.
I genitori che sanno che il figlio è incline alla violenza e a farsi condizionare dovrebbero vietargli l’uso di videogiochi vietati ai minori, oppure educarlo a distinguere il bene dal male, la realtà dalla finzione.

Commenti
  1. arytata 7 anni ago

    Sono pi

  2. riccdesiree 7 anni ago

    Ciao, siamo la redazione “TheMagicRicc” hai ragione sul fatto che i venditori devono vendere il loro videogames ma anche i venditori sono persone e/o genitori di figli, quindi il tuo ragionamento non

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