Un mondo amato da tutti e senza età è quello dei video giochi.
Nel corso di questi ultimi anni, oltre ad avere avuto cambiamenti riguardanti il campo tecnologico, ci sono stati cambiamenti riguardanti la tipologia del gioco. Tra queste tipologie la più discussa è quella dei video giochi violenti che infatti sono vietati ai minori i diciotto anni.
La domanda che ci si pone è “Sono davvero così pericolosi da imporre un’età minima per l’acquisto?” e “sarebbe utile applicare sanzioni per chi non rispetta queste regole?”
Iniziamo col dire che è giusto che i giochi violenti vengano vietati ai bambini però, d’altra parte, mettere come limite minimo la maggiore età risulta eccessivo. I bambini, soprattutto quelli molto piccoli, sono condizionati da ciò che li circonda realmente e virtualmente, spesso confondendo e fondendo i due mondi. Questo è uno dei motivi per cui è giusto questo tipo di trattamento nei loro confronti. Poi potrebbero anche apprendere cose sbagliate e rifletterle nella realtà, magari diventando aggressivi con le persone che li circondano e portandosi questo tipo di caratteristica nel futuro.
Per quanto riguarda i più grandi, invece, un ragazzo di quindici/sedici anni potrebbe anche giocare a questo tipo di giochi perché già conosce bene la distinzione tra realtà e finzione.
Parlando delle sanzioni, invece, possono anche non essere necessarie perché, in fin dei conti, questa regola dei giochi vietati ha come principio l’educazione ed, essendo costosi, la maggior parte dei minorenni non se li possono permettere. A questo punto subentra il genitore che educa più di una legge e sicuramente saprà qual è la cosa più giusta per il proprio figlio.

Jennifer Ciulla

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