il popolo maschile è sempre più affascinato da tipi di giochi violenti, che conseguenza hanno essi? non mi ritengo di dare un vero e proprio pensiero personale perchè essendo una ragazza non ho mai giocato a tipi di giochi simili e, sinceramente, non vorrei nemmeno imparare o avvicinarmi ad essi; ma, pur non giocando ho anch’io dei pensieri generali su di essi.
In primis mi ritengo in dovere di dire che secondo me i negozianti che vendono giochi vietati ai minori di 18 anni a questi ultimi non devono essere puniti con grandi pene perchè non sempre sono in grado di capire a chi stanno vedendo dei prodotti e, se un ragazzo minorenne ha intenzione di acquistare un gioco simile un modo lo trova sempre.
Credo che a volte possano anche essere d’aiuto questi tipi di giochi, siccome i giovani e non solo riescono a sfogarsi mediante essi, essendo giochi di violenza possono sfogare tutta la loro rabbia in essi, bensì, tal volta può veramente essere un punto negativo perchè questi giocatori si abituano alla violenza arrivando anche a crederla una cosa giusta, facendola passare da un gioco virtuale alla realtà, perciò detto questo credo che un gioco possa avere due facce della medaglia, una positiva e una negativa, ma credo sia giusto impostare l’età sopra i diciotto anni perchè così facendo le persone che ci giocano sono in grado di separare bene il mondo virtuale e il mondo reale evitando un miscuglio tra essi.

Commenti
  1. angelatrinc 7 anni ago

    Io penso invece che i giochi violenti non sono l’unico sfogo di rabbia che possono avere i giovani, soprattutto i maschi. Esiste la box, nuoto, karate e tanti altri sport che sono pur sempre salutari differentemente dai videogiochi violenti. Ma sul dare la colpa ai negozianti sono d’ accordo perch

  2. gruppo14f 7 anni ago

    Attenzione alla punteggiatura e a scrivere “talvolta” tutto attaccato. Comunque credo che il discorso sia troppo generalizzato, poich

  3. rossella0 7 anni ago

    Sinceramente condivido pochissimo il tuo pensiero. In primis , almeno secondo la mia impressione, hai fatto un discorso abbastanza unilaterale, sottolineando il fatto che solo i ragazzi giocano ai videogiochi, quando poi in realt

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