Oltre ai diversi campi e temi presenti nei videogiochi che li dividono in categorie, la classificazione Pegi, entrata in funzione nel 2003 a livello mondiale e presente in oltre 30 paesi nel mondo, aiuta i genitori a prevenire problemi e scene che vengono da questi videogiochi solitamente violenti.
Secondo un sistema che divide i giochi in diverse sezioni di età per scene e contenuti:
-dai 3 anni in su è quella più bassa, solitamente sono presenti poche scene violente e i giochi hanno più uno scopo istruttivo o ludico per bambini o per il divertimento della famiglia
-poi la categoria dai sette, giochi poco diffusi, non molto famosi, presentano un livello di sicurezza medio e non sono molto apprezzati
-dai 12 in su la maggior parte di videogiochi per ragazzi, le scene di violenza sono molto presenti ma contenute, al interno sono presenti anche prove di intelligenza
-la categoria dei sedici anni è abbastanza diffusa qui comincia ad esserci anche linguaggio scurrile e scene leggermente spinte
-ultima categoria diciotto anni, ultimamente molti videogiochi appartengono a questa categoria ma, altre ad avere violenza e linguaggio scurrile possono essere presenti molti riferimenti storici reali, in quanto si prova a utilizzare il vero e il verosimile.
I videogiochi 18+ lo sono, solo per via delle violenze che in una società come la nostra non sono per niente fastidiose o problematiche per i bambini ormai abituati a vedere film molto violenti e pericolosi.
Il 18+ spinge anche il ragazzino a cercare di migliorarsi in quanto sono presenti sfide e percorsi che solitamente richiedono un certo livello di impegno per essere risolti.
Unico videogioco davvero violento e senza alcun riferimento storico e quindi veramente vietato ai minori è la serie CoD che esalta la violenza e spinge i bambini a usare la violenza per risolvere i problemi.

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1 Comment
  1. ricvirginiaa 4 anni ago

    ciao sauerjack siamo la redazione TheMagicRicc
    il tuo articolo sembra tanto copiato da internet e ci

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