Negli ultimi anni abbiamo assistito a come migliaia di persone hanno cercato di rifarsi una nuova vita e, confidando in un destino favorevole, si sono buttati sempre più numerosi e speranzosi di sopravvivere, nelle braccia di avventurieri senza scrupoli che, alla guida di barconi improvvisati e fatiscenti, promettevano loro il tanto sognato “viaggio della speranza”. Col passar del tempo l’emergenza riguardante i migranti si è andata acuendo sempre di più. A ricordarci la drammatica situazione sul problema migranti è la ricorrenza dell’anniversario della più grande strage dell’immigrazione. La cronaca di allora riportava che, purtroppo, in un unico naufragio sono andate perdute più di 800 vite umane di cui, almeno 200 tra somali, eritrei ed etiopi, sarebbero annegati al largo dell’Egitto, nel disperato tentativo di raggiungere l’Italia. Finalmente l’Europa, dopo tanto discutere, nonostante i molti e ripetuti allarmi, si sta concentrando per dare un’adeguata soluzione al problema dei profughi. Sulla base dell’accordo raggiunto dall’Unione Europea e dalla Turchia, anche l’Italia si è mobilitata in modo attivo, riprendendo il progetto “migration compact”, lanciato per ridurre i flussi migratori, cercando di bloccare le “partenze” direttamente nei paesi d’origine. Sulla base di ciò sono previsti: progetti d’investimento, intensificazione della cooperazione sul fronte della sicurezza, lotta comune ai trafficanti di vite umane, maggiore controllo ai confini e riduzione dei flussi, opportunità di migrazione legale, cooperazione sui rimpatri-riammissioni e finanziamenti per progetti infrastrutturali per facilitare l’accesso di questi Paesi ai mercati finanziari.
Nonostante le buone intenzioni tracciate dalle linee di intervento dei vari Stati coinvolti nel problema, di sicuro le migrazioni non cesseranno del tutto, perché non è facile sapere se tutto quello che si ha in programma di fare verrà attuato o meno e se gli interventi previsti sortiranno gli effetti sperati per porre un freno all’emergenza migranti. Allo stato attuale, possiamo solo confidare nella sensibilità e nella forza di volontà dei responsabili dei vari governi interessati, sperando di avere notizie più rassicuranti da questo tragico “fronte” umanitario.

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