L’Italia, a causa soprattutto della sua posizione, è particolarmente interessata da un nuovo flusso migratorio, che nel tempo è diventato sempre più oneroso e difficile da gestire.
Queste popolazioni di migranti, che costantemente viaggiano e cercano una nuova nazione scappando da guerre e delitti, sono uno dei temi più discussi oggigiorno. Si cerca sempre più attivamente di trovare un possibile e attivo metodo per bloccare, arginare, colpire alle radici questo fenomeno.
Oggi, serve una risposta decisa e veloce a queste situazioni, che sia l’Italia, sia l’Europa non riescono a dare. Un esempio è la proposta degli Eurobond.
Attraverso la creazione di obbligazioni del debito pubblico si potrà accollarsi un onere aggiuntivo per aiutare i paesi meno “virtuosi”; donando soldi si potrà andare ad agire alla radice del problema: aiutare direttamente il paese e bloccare conseguentemente la popolazione uscente.
Questa proposta ha suscitato atteggiamenti diversi da parte della popolazione europea, che spaziano dall’appoggio entusiastico allo scetticismo, fino ad arrivare alla netta avversione. Questo perché pare assurdo contribuire direttamente con soldi per questi paesi, quando non solo la nostra situazione economica non aiuta, ma la riuscita delle opere è assai incerta: i paesi in Africa, infatti, sono conosciuti per l’alto tasso di corruzione che condiziona i vari ordinamenti statali.
La mia posizione sulla questione “profughi” è tuttora incerta.
Pochi mesi fa, ho avuto la possibilità di organizzare un incontro con un gruppo di profughi presenti vicino alla mia scuola e ora la quantità di informazioni che ho appreso da loro, che per primi hanno vissuto l’esperienza, è incredibile.
Da una parte, ho la diretta testimonianza di questi ragazzi della mia età o poco più, che hanno visto scene e hanno trascorso esperienze che io non posso nemmeno immaginare; dall’altra, la stessa nostra situazione economica e la burocrazia italiana sono una prova reale di quanto noi siamo incapaci di gestire eventi di massa come questi.
Questi ragazzi dovranno passare anni da nullatenenti senza avere la possibilità di lavorare, bloccati infatti dalla fitta rete di burocrazia esistente qui in Italia.
A mio parere, fermare un evento così esteso è tutt’altro che facile, contenerlo, invece, è possibile, serve coordinazione tra i vari stati europei, assicurandoci che le azioni che andremmo a compiere agiranno realmente alla base del problema.
Noi come cittadini dobbiamo attivarci in questo senso, informandoci sul tema e costruendo una nostra propria coscienza sulla questione.

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