L’immigrazione non è una novità, ma negli ultimi tempi si sta facendo sentire sempre di più in Europa e, in particolar modo, in Italia. Continuano infatti ad arrivare barconi stracolmi di migranti che, pur di cambiare il proprio futuro, si avventurano totalmente in balia del destino in viaggi che spesso sono fatali. Arrivano per lo più da zone colpite dalla guerra come la Siria, o da paesi poverissimi in cerca di migliori condizioni di vita. Il problema è che sono sempre di più e ormai in Italia non ci stanno più. E siccome gli altri stati della UE faticano un po’ ad accoglierli, rimangono tutti nel nostro paese, bisognosi di cibo e di un posto in cui stare, che spesso viene loro assegnato anche a discapito di qualche italiano; è innegabile, infatti, che in alcune città siano presenti nostri compaesani che vivono in condizioni peggiori degli immigrati. E questo non deve accadere. Allora, se ormai in Italia non si hanno più le risorse per accoglierli, come bisogna operare per salvarli? È da anni che si discute di questo, ma per ora non si è fatto praticamente niente. Eppure l’Africa è uno dei continenti con il sottosuolo più ricco di materiali preziosi, perché non sfruttarlo? Basterebbe tirare fuori il portafogli e investire soldi per lo sviluppo di tecnologie anche in quelle zone così povere. In questo modo, non solo non ci sarebbe più il problema dell’immigrazione, ma si verrebbero a creare altri posti di lavoro. Si risolverebbero così due problemi in uno. Certo è che sarebbe un incarico di grande impegno e responsabilità e sicuramente è più comodo starsene fermi e aspettare che accada qualcosa…

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