Negli ultimi anni l’Italia è stata la meta prediletta di molti sbarchi e arrivi di immigrati. I problemi attuali presenti nel medio oriente certamente non hanno aiutato a controllare e limitare questo fenomeno. Questo argomento suscita molte opinioni contrastanti nella popolazione: c’è chi dice che è un’opportunità per aiutare il prossimo, c’è chi dice che sono troppi e ingestibili. Probabilmente sono vere entrambe queste visioni. Ogni persona e famiglia ha il diritto di poter avere un nuovo inizio in un paese tranquillo e sereno dove non siano presenti guerre o diatribe causate dalla religione. Senza dubbio bisogna però riconoscere che un numero troppo elevato di immigrati risulta poi difficile da gestire, c’è il problema della lingua e il problema culturale. La maggior parte delle persone che arrivano non parlano la nostra lingua e spesso non sono istruite, e questo può causare difficoltà nei rapporti con i cittadini. Inoltre, malgrado tutti i problemi presenti in Italia con le pensioni, la sanità, l’istruzione… sembrano essere secondari per lo stato che investe ingenti somme per accogliere e dare rifugio a tutte queste persone, lasciando però che il popolo, che continua a pagare tasse molto elevate per permettere allo stato di avere una certa quantità di denaro per le spese pubbliche, rimanga a bocca asciutta e non gli venga dato ciò che gli spetta di diritto. Certamente l’unica ragione non è quella dell’immigrazione ma ci sono molti altri fattori, ma sicuramente questo non semplifica la situazione. Inoltre con l’arrivo di tutte queste persone si è riscontrato un aumento della microcriminalità e un ingente numero di alberghi in via del fallimento a causa di tutte queste persone presenti come ospiti per prezzi irrisori, portando poi i clienti a non voler frequentare anch’essi l’albergo. Sicuramente c’è una bella quantità di astio da parte di una percentuale della popolazione, ma alcune motivazioni non sono da biasimare. Secondo me per tutta questa situazione ci sono due semplici soluzioni: meno diffidenza da parte dei cittadini, anche se a volte risulta difficile, e rispetto ed integrazione da parte degli immigrati. Ognuno ha il diritto di vivere in pace e tranquillità in un paese che non è in guerra, ma gli abitanti di quel paese hanno ancora il diritto di poter chiamare quel paese “casa”.

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