Ennesima tragedia, altri morti in mare. Mentre noi continuiamo a vivere le nostre vite, nelle acque italiane ci sono delle persone che muoiono. Uomini, donne e bambini che fuggono da una crudele realtà, per assicurarsi e regalare un futuro migliore ai propri figli. Tali persone scappano dall’orrore e dal sangue, da luoghi in cui i bambini, sin dalla tenera età, iniziano ad entrare nell’ottica della guerra e della morte. Lasciano i loro posti d’origine ed intraprendono dei viaggi verso paesi occidentali, nei quali, forse, non arriveranno mai. In queste periferie del mondo soffrono la fame e numerose persone perdono la vita a causa di un’alimentazione sbagliata e di una scarsa igiene. Migliaia di bambini e nostri coetanei si ammalano di malattie infettive. Vediamo quotidianamente dei corpi senza vita sulle coste europee. Ma ciò che fa più indignare riguarda gli scafisti, coloro che dovrebbero portarli in salvo, ma, al contrario, li fanno viaggiare in condizioni disumane e si fanno pagare ingenti somme di denaro. Per fortuna, esistono delle persone dall’animo nobile, come i volontari, che salvano ed aiutano i numerosi migranti che arrivano in Italia. Però, l’altra faccia della medaglia, ci fa comprendere che il nostro paese non può più far fronte a quest’emergenza, a causa delle cattive condizioni economiche in cui versa. Per tale motivo, necessita dell’aiuto dell’Unione Europea. Non saprei suggerire una soluzione a questo problema, ma sicuramente dovrebbero essere messi in atto, nelle zone di guerra e che hanno bisogno di aiuto, dei sussidi, affinchè tali popolazioni non s’imbattano nei viaggi della morte. Molto spesso, queste condizioni di disagio, fanno scaturire in alcune persone degli atteggiamenti razzisti. Il colore della pelle e le diversità culturali, non conferiscono a nessuno la priorità su qualcun’altro di vivere degnamente. Siamo tutti uguali ed ognuno ha il diritto di essere felice.

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