Sempre più clandestini sbarcano in Italia, sempre più culture s’incontrano e si scontrano con la nostra e sempre maggiori sfide l’uomo deve e dovrà affrontare: la paura del diverso e l’assurdità dell’ignoranza sono senz’altro le più importanti e difficili da vincere. L’Italia, purtroppo, è toccata seriamente da questo problema, soprattutto ora che la guerra in Africa ha stimolato l’ondata migratoria di profughi e non solo: città come Lampedusa sono prese d’assalto e soluzioni concrete sono ancora lontane dall’essere attuate. L’ecatombe del canale di Sicilia, ancora scosso dalla morte di tutta quella povera gente, che dovrebbe pesare sulla coscienza dei vertici europei, è stata commentata sui vari social network in modo indegno: per alcuni questi fuggitivi “se la sono cercata”; per altri, è semplicemente un centinaio di persone in meno che il nostro paese dovrà mantenere. La crisi economica, che indubbiamente impaurisce tutti, e i problemi quotidiani che rendono difficile la vita degli Italiani, non possono essere affatto una giustificazione visto che parliamo di esseri umani, di persone alla ricerca di un’oasi di pace dove poter vivere una vita diversa, lontano dalle guerre e dalla miseria, rispetto a quella che sin da piccoli sono stati costretti ad affrontare giorno dopo giorno. Durante il cosiddetto “viaggio della speranza”, molte di queste persone perdono la vita in mare, quel mare che per loro rappresenta una via di salvezza ma che molto spesso si trasforma in un percorso di morte, in un incubo. Si spera che un giorno
tutto questo possa finire e che tutti possano sentirsi cittadini del mondo.

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