Recentemente l’Italia è stata sconvolta da una serie di terremoti che hanno seminato terrore e disperazione tra i cittadini. Il 24 agosto 2016 si è avuta la prima scossa di magnitudo 6.0, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli e di Arquata del Tronto. Altre due scosse, altrettanto potenti, sono avvenute il 26 ottobre con epicentri al confine umbro-marchigiano. Il 30 ottobre è stata registrata la scossa più forte (la più forte in Italia dal 1980) di magnitudo 6,5 con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in Provincia di Perugia. A Norcia il terremoto ha procurato molti danni gravi, tra cui il crollo della basilica di San Benedetto, di cui è rimasta solo la facciata. Nonostante le centinaia di vittime, di feriti e le città distrutte, sul web sono incominciate le solite polemiche. Hanno iniziato a circolare diverse informazioni sulla magnitudo e sulla scala Richter: qualcuno inizialmente ha detto che la magnitudo era 7.0, poi si è detto che invece era 6.4. Informazioni molto contrastanti tra di loro e, legata alla polemica sulla magnitudo, qualcuno è arrivato a dire che la questione era tutta un complotto del governo per abbassare la potenza del terremoto al fine di poter effettuare un risarcimento più basso. Ma i risarcimenti dei danni si calcolano sulla base dell’intensità dei terremoti e non della loro magnitudo. Un dramma nel dramma. La gente dovrebbe pensare a ciò che è successo, invece di scatenare inutili polemiche e mettere in circolo informazioni false basate su affermazioni inesatte. Quando succedono eventi di questo genere è opportuno affidarsi a fonti esatte divulgate da persone esperte e serie. Dobbiamo analizzare con spirito critico tutte le informazioni che ci passano davanti e captare quelle esatte e quelle false perché, come dice Tremolada, le fonti che selezioniamo determinano il nostro pensiero.

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