La politica nel nostro Paese è uno degli argomenti più discussi su cui tutti almeno una volta nella propria vita hanno espresso il loro disappunto e la loro indignazione. È molto difficile governare uno stato e come in ogni luogo più si è più diventa difficile mettere d’accordo tutte le parti e risultare efficaci.
Il ruolo della politica è fondamentale, infatti essa deve svolgere il compito di guida di uno stato cercando di assecondare il volere del popolo, salvaguardando la stabilità del Paese. Anche le scelte economiche devono essere ben studiate e le relazioni pubbliche interne e internazionali sono un fattore non irrilevante che il governo deve tenere bene in considerazione. Ma forse la funzione più famosa del governo è quella legislativa, che permette di discutere e formulare nuove leggi o di rivedere quelle già esistenti. Purtroppo questo è un procedimento irrimediabilmente lungo che, per evitare abusi di potere, leggi anticostituzionali e altri impedimenti, è costretto ad andare avanti verso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale con numerosi intoppi. A volte alcune proposte di legge rimangono tali, nonostante vari tentativi, senza mai trovare un modo per approdare definitivamente in Parlamento (ad esempio le Unioni Civili fino a pochi giorni fa). Altre invece riescono, con diversi passaggi e revisioni, ad essere trasformate in legge anche in qualche mese, come ad esempio la Legge delega sul Jobs Act (Legge 183/14). Questa proposta e presentata per la prima volta in data 3 aprile 2014, è stata vista e rivista fino ad essere approvata una prima volta dal Senato il 9 ottobre, e definitivamente il 3 dicembre. In seguito a tutti questi processi, anche i Decreti attuativi, per cui le leggi possano essere applicate, si fanno spesso attendere e infatti, per la Legge sul Jobs Act, gli ultimi Decreti attuativi sono stati pubblicati quasi un anno dopo dalla sua approvazione (23 settembre 2015).
La bravura della politica dovrebbe essere proprio quella di riuscire a discutere una legge velocemente, ma senza saltare dei punti, in modo da mettere in accordo tutte le parti o quasi, così che nella seconda camera essa possa fermarsi per poco e che possa essere messa in vigore nel minor tempo possibile. La legge che ne esce deve essere forte e deve prevedere ogni tipo di aggiramento, rispettare il volere del popolo e non essere dannosa al benessere comune.

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1 Comment
  1. nicotiri 4 anni ago

    Ciao,
    hai scritto un articolo molto interessante,

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