Una strada lunga, tumultuosa, piena di ostacoli, fosse, sentieri secondari e imboscate, di trappole e pericoli, un sentiero ben visibile sulle mappe che solo pochi hanno veramente avuto il coraggio di percorrere. La conquista della pace, senz’altro uno degli obiettivi che accomuna le genti di ogni parte del mondo, spesso porta a domandarci se sia realmente possibile raggiungere un’armoniosa convivenza tra i diversi popoli, senza discriminazioni e pregiudizi o rimanga solo un’utopia, una luce alla quale aggrapparsi quando si è sospesi nel vuoto. È una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia e alla giustizia che, in molti, nel corso della storia, hanno cercato di inseguire, come Mandela, Martin Luther King e Gandhi, mostrando forza e coraggio al fine di sostenere, in qualunque situazione, i loro ideali di libertà, tolleranza verso il prossimo e uguaglianza. In passato, una tregua durante un conflitto, spesso siglata con un matrimonio, aveva e mantiene tutt’oggi un effetto che va oltre il semplice legame tra uomo e donna: rappresenta il fondamento di ogni alleanza. È, quindi, un modello basilare per superare divisioni di qualsiasi genere, perché le supera con amore; un modello divino, che crea e conduce a felicità e tranquillità. Discutere su questo concetto può risultare, però, difficile in un mondo in cui la comunicazione di massa ama le tinte forti per attirare l’attenzione, dove la parola pace è più urlata che vissuta. Eppure, nel momento in cui questo concetto viene riportato ad una dimensione più ridotta, più intima, più individuale, acquista un altro spessore. La serenità interiore, infatti, è un traguardo desiderato nel caos delle nostre giornate: essere “in pace con se stessi” è una sensazione alla quale tutti vorremmo ambire e la propria coscienza, in primis, detta il percorso e le regole verso il raggiungimento di questo obiettivo. In molti sostengono che l’uomo conduca guerre perché ha perso la propria pace interiore, che ci si uccida a causa dei vuoti che si portano dentro e che si cercano di riempire con il potere sugli altri. Il benessere esterno dipende, dunque, da quello interiore: come diceva papa Wojtyla, “la pace non può regnare tra gli uomini, se prima non regna nel cuore di ciascuno di loro”. Secondo alcuni, la chiave in grado di aprire le mille porte verso l’unione e l’armonia richiede un impegno costante, attento e quotidiano e sta nell’imparare a cogliere la bellezza di ogni essere del creato, facendo sorgere una reale attitudine all’amore, alla comprensione e all’amicizia.

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