Già in passato molti uomini hanno cercato di portare la pace in tutto il mondo, come Gandhi o Martin Luther King, ma nonostante ciò ancora oggi ci sono focolai di guerra in molti Paesi del mondo. Uno dei modi migliori per eliminare le guerre, secondo alcuni, è quello di favorire la nascita di una democrazia, perché gli uomini possano crescere, scegliere autonomamente i propri governanti e decidere così il proprio destino. Se un popolo è così maturo da gestire ordinatamente una democrazia, di sicuro non potrà né decidere di entrare in guerra con altri né permettere lotte etniche, religiose o economiche al proprio interno. Un’altra cura preventiva volta ad evitare lo scoppio di guerre è quella di eliminare ogni possibile causa di discriminazione fra gli esseri umani: accettare che vi sia una fascia della popolazione estremamente ricca e al suo fianco persone che vivono sotto il livello di povertà è il primo passo per scatenare lotte e conflitti. Chi vuole davvero la pace deve, quindi, operare innanzitutto in modo che tutti abbiano di che mangiare quotidianamente e che possano condurre uno stile di vita dignitoso. In mancanza di ciò, chi soffre la fame e i soprusi non potrà fare altro che covare rabbia e disprezzo, pronti ad esplodere alla prima occasione. L’opera dei missionari volta a portare, presso le popolazioni più povere, istruzione, cibo, acqua e i generi di prima necessità, ha proprio questo scopo, ossia quello di restituire loro dignità. Una persona che ne è priva è pronta a tutto, anche a scegliere la guerra. Restano poi gli interessi economici: molti Paesi in via di sviluppo sono ricchissimi di materie prime e le grandi multinazionali non vedono l’ora di mettere le mani su giacimenti, foreste, risorse idriche ed ogni altra risorsa capace di garantire profitti allettanti. Pertanto, i popoli delle nazioni avanzate devono esercitare pressioni sui propri governi affinché vengano realizzati importanti programmi d’aiuto e vengano bloccate le strategie di appropriazione da parte delle grandi multinazionali. Per far questo, però, bisogna prima diffondere la cultura del servizio e favorire nelle popolazioni sentimenti di tolleranza e di affetto: obiettivi purtroppo ancora piuttosto lontani dall’essere realizzati.

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