“Si vis pacem, para bellum”, recita un detto latino. Se vuoi la pace, fai la guerra.
E’ così? Davvero per poter vivere senza più l’obbligo di sentire i sibili delle bombe o le esplosioni dobbiamo scendere tutti in campo per l’ultima e definitiva battaglia? Non c’è un’altra strada per vincere uno dei trofei più ambiti?
Pensare che la pace sia soltanto una conseguenza della guerra non mi piace per niente come visione. Le conseguenze degli eventi bellici sono altre, e la pace non c’entra assolutamente nulla.
E allora cos’è? Credo sia comunicazione, una comunicazione che viene fuori all’inizio, appena spunta anche il più piccolo problema, la minima incomprensione.
E so che la questione è molto più delicata e che, quando si parla di guerre che riguardano nazioni intere, sarebbe assurdo pensare a milioni di persone che si siedono attorno a un tavolo e discutono; so che l’orrore non viene fuori soltanto per cause che possono essere più o meno facilmente analizzate, ma questo non significa certo che dobbiamo arrenderci di fronte alla paura dello strazio che potrebbe avvenire.
Mi chiedete come si costruisce la strada della pace? Bene, provo a dare un po’ di materiale utile.
Comunicazione con gli altri, tolleranza per il “diverso”, rispetto per le idee altrui e voglia di vivere in tranquillità.
Non mi pare così impossibile!

Erica Mellace

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