Ottimismo, positività. Belle parole spesso enfatizzate e ripetute ossessivamente per nascondere il marcio, la dura verità che pervade le nostre realtà. Nutriamo flebili speranze, consci della loro insaziabilità, ci convinciamo con pensieri positivi di poter sorridere difronte le ostilità che incontriamo. Cerchiamo un motivo, il perché di ogni dolore patito, c’è chi lo attribuisce al karma, chi ad una divinità, che mette alla prova i suoi ‘seguaci’, chi ad un evento casuale. Seppur con difficoltà a volte superiamo le nostre debolezze, i nostri mali e tiriamo avanti, ci prefiggiamo nuovi obbiettivi, con totale fiducia decidiamo di riabbandonarci al fluire vitale. Ma è sempre possibile? La risposta è un secco e categorico no. Come possiamo credere in un futuro migliore se portiamo ancora i segni delle delusioni passate? Incassiamo colpi, aspettando quello fortuito, e forse arriva ma quando ci tendiamo verso di esso, ci sfugge, scivola dalle nostre mani, perché dura un istante, perché scopriamo che non era quello che davvero desideravamo, perché diviene solo una piccola parte dell’utopia che coltiviamo dentro di noi. Pensare positivo è possibile, ma spesso non risulta essere l’atteggiamento migliore. Il mio non vuole essere un discorso dettato da un pessimismo cosmico: approcciarsi ottimisticamente a ciò che ci accade è un bene, un modo sano di vivere la propria esistenza, un’ invidiabile risposta alle angherie che la vita ci propone. Eppure, a volte, non si rivela la soluzione migliore. Negare il male, lasciarsi alle spalle ciò che ci ha ferito, ci fa perdere il vero senso di ciò che ci è accaduto. L’illusione si sostituisce alla realtà privandoci dell’obiettività , di quella salutare ‘paura dell’ignoto’ insita in ognuno di noi. Il pensare positivo ci apre orizzonti ospitali che però, spesso, risultano degli ingannevoli miraggi, sta a noi non lasciarci abbindolare da i meri inganni della mente altrui, e soprattutto nostra, poiché la menzogna più grande è quella che ci tessiamo da soli e in cui rimaniamo inconsapevolmente intrappolati.

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