Spesso mi sono chiesto cosa avrei portato via con me in un caso di emergenza se fossi dovuto fuggire di casa, ma mai sono riuscito a trovare la risposta definitiva.
Infatti sono circondato da tantissimi oggetti, che in un modo o in un altro possiedono tutti un valore affettivo ed economico, e che quindi mi rendono la scelta sempre più ardua.
Di solito a questo punto della riflessione penserei che tanto non sono in una situazione di emergenze e che quindi posso smettere di interrogarmi, ma questa volta proverò ad andare fino in fondo.
Sicuramente salverei qualcosa di piccolo, tascabile, anche perché nel panico non avrei tempo di portarmi dietro qualcosa di ingombrante, nonostante questo significhi portarsi via un oggetto di scarso valore economico.
Perciò la sacra reliquia dovrebbe appartenere al campo degli oggetti ai quali è legato un profondo valore emotivo.
Ma dopo una catastrofe, capace di distruggere tutto ciò che si possedeva, non acquisterebbe un elevato valore affettivo qualunque ricordo del passato?
Evidentemente sì, dunque salverei un oggetto insignificante, per renderlo così pieno di sentimenti forti da farlo diventare un denso ammasso di emozioni, e alla fine, quando mi accingessi a cominciare una nuova vita lo getterei in mare, in modo simbolico, a significare che il mondo va avanti e chi si guarda dietro è finito.
Ovviamente dalla mia storia spererei venisse tratto un film, data la quantità di pathos trasudante da ogni mio gesto compiuto durante la catastrofe.

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