Città distrutte, inondate, deserte; le persone sono costrette a fuggire per sopravvivere e possono soltanto portare un oggetto con sé. Se dovessi trovarmi in una situazione del genere, scegliendo istintivamente e d’impulso la prima cosa che mi verrebbe in mente di prendere sarebbe sicuramente il mio telefono cellulare. Con esso infatti è possibile fare di tutto: cercare informazioni in internet, scattare fotografie, leggere libri, chiamare e mandare messaggi, avere una mappa e una torcia per non perdersi di notte. Ma l’euforia di aver scelto un oggetto così utile dorerebbe poco, giusto qualche ora, dato che per funzionare esso ha bisogno di energia elettrica. Una volta scarico diventerebbe un oggetto inutile. Pensandoci meglio penserei di portare un oggetto capace di farmi ricordare i miei genitori, i miei parenti, i miei amici: una fotografia. Con il tempo però si rovinerebbe e diventerebbe solo un inutile pezzo di carta. Inoltre ritengo che se si tiene veramente ad una persona sia impossibile dimenticarsene e la si porta sempre nel proprio cuore. La mia scelta finale ricadrebbe quindi su un oggetto veramente utile, come un kit di sopravvivenza per riuscire a superare al meglio ogni pericolo e difficoltà. 
Valerio Elisei

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